Renzi: “40% colpo di fortuna? Noi guadagniamocelo in Europa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2014 16:26 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 16:26
Renzi: "40% colpo di fortuna? Noi guadagniamocelo in Europa"

Matteo Renzi (Foto Lapresse)

ROMA – Elezioni europee, il 40% del Pd “è un accidente della storia, un colpo di fortuna o un obiettivo stabile?”: a chiederselo è Matteo Renzi, intervenendo alla direzione nazionale del partito a largo del Nazareno, a Roma.

“Dobbiamo definire se questo obiettivo vogliamo considerarlo come casa nostra, se vogliamo metterci la residenza o limitarci a vivere l’istante”,

domanda il presidente del Consiglio, che difende i colleghi di partito, compresi quelli accusati di saltare sul carro del vincitore:

“Il risultato delle elezioni europee non è solo per il Pd o per il suo leader, è il voto degli italiani per l’Italia. Il Pd è primo partito in Europa e ha una responsabilità che giudico naturale venga colta in pieno e non immiserita negli scontri interni. Trovo allucinanti le polemiche per la foto di gruppo: non c’è nessun salto sul carro ma un partito che è convinto di poter discutere al proprio interno con serenità. Ha vinto il Pd”.

Le uniche parole di critica son per il leader del Movimento 5 stelle, unico vero rivale di questo voto europeo:

Beppe Grillo fa i dibattiti in streaming ma poi va ad incontrare i leader populisti di nascosto”,

ha detto Renzi commentando l’incontro del leader M5s con il capo dello Ukip inglese, Nigel Farage.

Dal canto suo, il premier annuncia un giugno “cruciale” per le riforme, in particolare quelle della Pubblica Amministrazione e della giustizia, la nuova legge elettorale entro l’estate, l’accordo tra Alitalia ed Etihad entro “poche ore” e una nuova spinta a livello di Unione Europea, soprattutto da quando, a luglio, inizierà il semestre a guida italiana.

Allo stesso tempo chiede che l‘assemblea nazionale del 14 giugno sia

“l’occasione per una ripartenza, un nuovo inizio insieme. Il Pd non può essere una sommatoria di correnti o il modo di ricordare quello che è accaduto al congresso. Non interessa a nessuno”.