Renzi, 6mila ore di voli di Stato: quasi quanto Berlusconi, 3 volte più di Letta

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Marzo 2015 13:54 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015 13:54
Renzi, 6mila ore di voli di Stato: quasi quanto Berlusconi, 3 volte più di Letta

Renzi, 6mila ore di voli di Stato: quasi quanto Berlusconi, 3 volte più di Letta

ROMA – Seimila ore di volo: tante ne hanno macinate gli aerei di Stato al servizio del governo Renzi. Molte di più del suo predecessore Enrico Letta che nel 2013 aveva fatto precipitare la cifra ad appena 1877 ore di volo. E quasi quanto Silvio Berlusconi che si era aggiudicato il record di 7 mila ore. A fare i conti è Emiliano Liuzzi sul Fatto Quotidiano, coadiuvato da una fonte “più che autorevole”, il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e consigliere per la Difesa a palazzo Chigi ai tempi di Prodi.

A dargli il pretesto quell’elicottero di Stato, atterrato in emergenza su un campo da calcetto vicino ad Arezzo. A bordo c’era il premier Matteo Renzi che non ha resistito alla tentazione del volo di Stato per percorrere i 270 km che separano Firenze da Roma. Di qui lo scomodo paragone con le abitudini di viaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che proprio a Firenze ci è andato in treno e a Scandicci in tram. Seimila ore, calcola il Fatto, significano una media di 16 ore e mezzo al giorno con gli aerei blu che trasportano questo o quel ministro per i cieli di tutto il mondo. Al costo di 50 milioni di euro l’anno, di cui solo un quarto finiscono all’Aeronautica militare:

“Nel 2012 – spiega il generale Tricarico – l’Aeronautica vantava un credito di 250 milioni di euro e con il tempo lo Stato ha iniziato a pagare, ma sono soldi sottratti alle ragioni per le quali l’Aeronautica è nata: un obiettivo di difesa e non gestire i voli di Stato”.

A loro è dedicato un intero reparto dell’Aeronautica costretto negli ultimi anni ad allargarsi per far fronte “all’andamento crescente delle richieste”. A disposizione di Palazzo Chigi c’è ora una flotta di otto velivoli ad ala fissa e due elicotteri, cui si aggiungono due jet in pool appartenenti all’amministrazione Difesa. Tre Airbus (1 da 48 posti e 2 da 36), sette Falcon (da 9, 12 e 16 posti), due elicotteri Agusta AW 139. Tutti dotati di televisori al plasma, poltrone in pelle, tavoli in radica da lavoro, letti per il riposino, e toilette che non sono certo quelle degli aerei di linea. Non sono tutti voli usati del premier, questo è chiaro, ma neppure valgono le ragioni di sicurezza maggiorata “di questi tempi”, sbandierate da Palazzo Chigi:

“Sono troppe – chiosa Tricarico –  Nel 2010, giusto per fare un confronto, furono 7000, ma parliamo di un periodo diverso da quello che viviamo oggi. Purtroppo, a parte brevi parentesi, non c’è mai stata una trasparenza: il riserbo sull’uso degli aerei è storicamente impenetrabile. E i nostri studi, come Icsa, sono sempre stati complessi. Purtroppo nascondersi dietro alle ragioni di sicurezza non basta. Non ci sono le ragioni di sicurezza che tutti vanno in giro a sbandierare, e non sono io a dirlo, ma i rapporti che i nostri servizi segreti consegnano al governo e alle autorità competenti ogni sei mesi”.

Anzi, sulle ragioni di sicurezza, arriva a minimizzare: “Oggi al massimo i politici rischiano lancio di uova o pomodori”.