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Renzi alle 16 da Napolitano con la lista dei ministri. Per Alfano solo l’Interno

Renzi ad Alfano: "Non tratto più". Oggi la lista dei ministri

Renzi ad Alfano: “Non tratto più”. Oggi la lista dei ministri

ROMA – Renzi alle 16 da Napolitano con la lista dei ministri. Per Alfano solo l’Interno. Sciolto il nodo Alfano che ha già fatto gli auguri alla nuova squadra resta da capire a che prezzo: il segretario Ncd terrà gli Interni rinunciando alla vicepresidenza: resta da capire quali garanzie possa aver ottenuto affinché il governo duri. Cioè se abbia ottenuto la “polizza d’assicurazione vita” per Ncd: legge elettorale valida solo dopo la riforma del Senato.

Il premier incaricato consegnerà oggi alle 16  la lista dei ministri al Capo dello Stato. Si è sciolto infine il nodo Alfano (“Pronti per una grande squadra”) che verosimilmente accetterà la sola poltrona concessagli da Renzi, quella di ministro dell’Interno.

Ancora nella mattinata di oggi il segretario Ncd aveva provato a rallentare il passo spedito di Matteo Renzi: chiedeva garanzie su visibilità e centralità di Ncd nel Governo e soprattutto pretendeva un orizzonte lungo per l’esecutivo. Renzi ha fatto intendere però che il tempo per negoziare è scaduto. “Non tratto più”, è stato l’ultimatum riportato da tutti i quotidiani. “Se si sfila Alfano ho delle alternative, a partire dalle elezioni. Conviene all’Ncd?” aveva minacciato Renzi, persuaso alla fine che il riottoso alleato disponga di armi spuntate.

Se vuole marcare la cosiddetta discontinuità con il precedente governo Letta, per Renzi, che non è passato dalle elezioni, è decisivo imporre una squadra di Governo dal profilo inedito: per questo il nome di Alfano sulla lista c’è solo una volta: deve scegliere tra vicepresidenza e Viminale. E’ il massimo che Renzi gli offre, prendere o lasciare, con Alfano che parrebbe (così suggeriscono i vari retroscena) intenzionato a tenersi la poltrona degli Interni.

Più in generale, è di capitale importanza che a Ncd sia riconosciuta massima visibilità di suoi esponenti nel team di Governo. Altrimenti dovrà affrontare, un minuto dopo il giuramento al Colle, “una controffensiva sui suoi gruppi parlamentari di Berlusconi” (Goffredo De Marchis, La Repubblica). Nel senso che, se delusi o frustrati dalle scelte di Renzi che ne circoscrive pesantemente la presenza al Governo, potrebbero essere tentati dalle sirene di Forza Italia.

Ma l’ostacolo più grande resta la garanzia di un governo lungo. Alfano ha alzato le barricate sulla cosiddetta “clausola di salvaguardia”: per esempio l’emendamento Lauricella alla legge elettorale, per cui questa entra in vigore solo dopo l’approvazione della Riforma del Senato. Per la prima ci vuole un mese, per la seconda almeno un anno e mezzo: richiesta irricevibile secondo Renzi, anche perché non è detto che questa clausola sia costituzionalmente irreprensibile. Soprattutto, Renzi ha fatto un patto con Berlusconi proprio sull’intangibilità dell’Italicum (la legge elettorale) che deve procedere distinto dalla riforma. Per questo il “non tratto più” del premier incaricato ad Alfano. Che sente però il fiato sul collo di Berlusconi, che giusto ieri, dopo aver concesso la benedizione al tentativo Renzi, ha promesso ai suoi elezioni fra un anno.

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