Matteo Renzi: “Bandiera Pd stampata nel cuore”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Dicembre 2015 13:18 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2015 13:18
Renzi attacca fuoriusciti Pd: "Volevano bandiere ma andati via"

Renzi (LaPresse)

FIRENZE – Matteo Renzi è salito sul palco alle 12.50 e chiude la kermesse Leopolda. “Abbiamo rovesciato il sistema politico più gerontocratico d’Europa partendo da qui, da Firenze e abbiamo dato stabilità al Paese che aveva la minore stabilità del nostro continente. Abbiamo orgogliosamente portato il Pd a essere il partito politico più votato in Europa e non ci avrebbe scommesso nessuno. Neanche io”, esordisce il premier.

Poi, il caso bandiere del Pd: “Proprio quando abbiamo perso abbiamo iniziato a vincere. E ora sta a noi continuare a cambiare il Paese. La bandiera del Pd ce l’abbiamo tatuata nel cuore, ma la Leopolda è uno spazio di libertà aperto a tutti. Quelli che l’anno scorso ci hanno detto di mettere le bandiere nel frattempo se ne sono andati dal Pd. La rassegnazione è stata cancellata dal vocabolario della politica, ora c’è bisogno di un salto di qualità. Ma dalla Leopolda parte un insegnamento: le cose in Italia possono cambiare: l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica è stato un nuovo inizio per l’Italia. Noi non faremo per sempre politica, ma finché la faremo la faremo a viso aperto e a testa alta”.

Prima del discorso di Renzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha affrontato il caso banche: “Il sistema bancario italiano è sano e solido, ha superato a differenza di molti altri Paesi, la grande recessione senza bisogno di alcun intervento pubblico. Le nostre banche sono solide: sono la spina dorsale dell’economia, a maggior ragione dopo l’intervento del governo. Ci sono situazioni che vanno cambiate e responsabilità diffuse di chi ha gestito i rapporti con i risparmiatori magari non fornendo tutte le informazioni. Le responsabilità saranno valutate caso per caso ma saranno presi provvedimenti per evitare che queste cose possano di nuovo succedere. Al di là delle pretestuosità il provvedimento del governo ha portato quattro nuove banche con i bilanci puliti, ha salvato un milione di depositanti, 12 miliardi di depositi, 200mila imprese con crediti, 6000 lavoratori del sistema bancario”. E ancora: “La fiducia nei confronti dei vertici di Banca d’Italia e Consob è assolutamente confermata”.