Renzi: “Con gli 80 euro diamo la quattordicesima agli italiani”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2014 20:03 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2014 23:03
Renzi: "Con gli 80 euro diamo la quattordicesima agli italiani"

Renzi: “Con gli 80 euro diamo la quattordicesima agli italiani”

ROMA -“Con gli 80 euro diamo la quattordicesima agli italiani”. Matteo Renzi lo dice durante la conferenza stampa in cui presenta il Def e conferma il taglio di 10 miliardi al cuneo fiscale. Per trovare le risorse spunta anche un miliardo in arrivo dalle banche, grazie all’aumento delle tasse sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia.

Ma secondo il premier, quella degli 80 euro, non è un’operazione demagogica, ma di giustizia sociale. Renzi quindi ripete che da aprile i manager pubblici non potranno prendere stipendio più alto di quello che prende Giorgio Napolitano, ovvero 238 mila euro.

”Gli italiani – spiega il premier – avranno la 14/ma grazie all’operazione di questo governo. E’ giustizia sociale: in questi anni alcuni hanno preso tanto. Troppo. Ad esempio i manager pubblici. Che ora non potranno prendere più di quanto prende il Presidente della repubblica”

Le coperture secondo Renzi ci sono. E il premier spiega: il taglio del cuneo fiscale è di

“10 miliardi e  per il 2014 servono 6,7 miliardi, di cui 4,5 miliardi arriveranno dalla spending review.  Altri 2,2 miliardi arriveranno dall’aumento del gettito Iva e dall’aumento della tassazione sulla rivalutazione delle quote Banca d’Italia. (il provvedimento che ha causato la ghigliottina di Laura Boldrini, ndr)”

Il decreto sul taglio dell’Irpef sarà presentato venerdì 18 “non perché è venerdì santo ma perché necessita del passaggio del Def in Parlamento che avverrà il 17”.

Capitolo privatizzazioni. Secondo Renzi i proventi  ammonteranno a circa 12 miliardi nel 2014. Soldi che saranno utilizzati per ridurre il debito pubblico. Anche nel 2015, 2016 e 2017 i ricavi saranno di circa 10-12 miliardi annui, pari a circa 0,7 del Pil.

Sulle riforme, da Renzi, un messaggio chiaro a sinistra Pd (che insiste su una proposta alternativa per il Senato) e Forza Italia:

“Noi rispettiamo tutti, discuteremo ancora in dettaglio sulla riforma del Senato, che è arrivata a Palazzo Madama dopo la verifica del Colle ma non si rimette tutto in discussione come se dopo 20 anni sia ammissibile tornare da capo su ogni discussione”.