Genitori di Renzi: il pm chiede condanna di un anno e nove mesi per le presunte fatture false

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2019 13:59 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2019 13:59
I genitori di Renzi, processo a Firenze: il pm chiede un anno e nove mesi

Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori di Matteo

ROMA – Il pm di Firenze Christine von Borries ha chiesto una condanna a un anno e nove mesi di reclusione per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, al processo per le fatture false in corso nel capoluogo toscano. Lo stesso pm ha chiesto la condanna a due anni e tre mesi per il terzo imputato, l’imprenditore Luigi Dagostino.

“Fatture false non solo per evadere il fisco”

Secondo il pm von Borries c’è stato un comportamento doloso da parte degli imputati nell’emettere fatture false, forse non solo per evadere il fisco. Tiziano Renzi e Laura Bovoli, ha detto il pm, sono “due imprenditori di lungo corso che emettono fatture per importi rilevanti, intenzionati a evadere le imposte, che è motivo di emettere fatture false”, così come Luigi Dagostino agisce anche lui per gli stessi fini.

Tuttavia, sottolinea il pm, è possibile che l’emissione delle fatture false possa concorrere a una finalità extratributaria, nell’emissione di fatture false, “non si richiede che il fine di evasione delle imposte sia fine esclusivo”, ma ci possono esser altri fini anche il procurarsi denaro per altri scopi.

A Dagostino, che ha ammesso di aver pagato le fatture, è stata anche contestata la truffa per aver sollecitato, quando ormai non era più amministratore, la Tramor spa a pagare una fattura da 140.000 euro alla Eventi 6. Per il pm le due fatture pagate da società di Luigi Dagostino – 20.000 euro alla Party, 140.000 euro alla Eventi 6 – erano false dato che non sono state trovate né lettere di incarico né elaborati durante le perquisizioni e anche i testimoni non hanno riferito di conoscere questi documenti.

Il difensore: “Chiesta la pena minima”

“Il pm nella sua richiesta ha chiesto il minimo della pena perché forse pensa che la prova non sia così imponente da meritare una sanzione proporzionata alla gravità del fatto esposto nel capo di imputazione. Non si sta discutendo di una fattura falsa da 5 euro ma di un complesso di 160mila euro: il minimo della pena ha un suo significato che io assegno forse a questa insicurezza di base”. Lo ha detto il difensore di Tiziano Renzi, avvocato Federico Bagattini, commentando coi giornalisti la richiesta di condanna. (fonte Ansa)