Renzi: Gente sta con me, non coi sindacati. Camusso: Intorno a noi cresce consenso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 17:47 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2014 17:50
Renzi: Gente sta con me, non coi sindacati. Camusso: Intorno a noi cresce consenso

Renzi: Gente sta con me, non coi sindacati. Camusso: Intorno a noi cresce consenso (LaPresse)

ROMA – Matteo Renzi ha detto che sulla riforma del lavoro la gente sta con lui, non con i sindacati. Susanna Camusso, segretaria della Cgil, ha replicato che “stiamo preparando la manifestazione del 25 ottobre e abbiamo attorno a noi molto consenso”. All’indomani della vittoria di Renzi nella direzione pd, che ha ratificato con 130 voti favorevoli, 20 contrari e 11 astenuti, è uscita un’intervista del presidente del Consiglio sul Washington Post:

“Dopo anni di stagnazione – dice Renzi parlando della riforma del lavoro- io penso che sia il momento che l’Italia realizzi le cose che stiamo aspettando da anni. Per quanti anni l’Italia ha parlato di riforme? Per quanti anni ha parlato di riforme costituzionali e ha atteso di spezzare il filo rosso della burocrazia? Paradossalmente, la crisi è la ragione per cui dobbiamo accelerare il cambiamento”.

“Senza cambiamento è impossibile credere nel futuro”. Poi la stoccata: “Credo che la gente stia dalla nostra parte, non dalla parte dei sindacati” che “in questo momento sono contrari alle mie proposte. In generale penso che il loro ruolo sia importante, ma per me è fondamentale dare un messaggio: per favore, lasciateci continuare, lasciateci andare avanti. Non siamo legati allo stesso destino dei sindacati”.

Parole alle quali la Camusso risponde così:

“Noi stiamo lavorando per preparare la manifestazione del 25 ottobre e abbiamo attorno a noi molto consenso”. Così la segretaria Cgil, Susanna Camusso, a margine di un convegno sulla pubblica amministrazione, a Bologna. La segretaria, che non ha replicato direttamente alle parole dette dal premier Renzi al Washington Post sull’apprezzamento dei lavoratori che andrebbe più alle posizioni del governo che a quelle del sindacato, ha spiegato come, dopo la direzione Pd di ieri, il consenso intorno alla mobilitazione indetta dal sindacato stia crescendo: “Credo che ne troviamo ancora di più dopo ieri – ha detto riferendosi al consenso – perché c’è una domanda interessante che circola, e che riguarda, come dice il documento approvato dalla direzione del Pd, che ci troviamo di fronte al fatto che si vuole modificare la norma dell’articolo 18 anche per coloro che già ce lo hanno. Quindi mi pare che aumentino le ragioni della mobilitazione”.

“C’è chi dice che bisogna fare una rivoluzione, di fare un cambiamento violento. Ma già l’uso del termine ‘cambiamento violento’ porta in sé il fatto che qualcuno deve essere sconfitto e che qualcuno debba prevalere. E nega l’idea che tutti possano essere attori del cambiamento”.

Questo il giudizio del segretario Cgil sul documento approvato dalla direzione del Pd

“Mi sembra una proposta molto confusa, non netta nei contorni rispetto a cosa si intenda fare sul precariato. Limitando la discussione solo ad alcune forme della collaborazione, in realtà si continuano a mantenere più di quaranta forme di assunzione differenti”, ha spiegato la Camusso a Bologna, dove partecipa a un convegno. Dunque, ha proseguito, “non c’è un investimento effettivo sul tempo indeterminato, cioè sul cambiamento della qualità del mercato del lavoro” e allo stesso tempo “non si delineano i contorni della proposta sugli ammortizzatori e se come abbiamo capito ieri, il tema è il trasferimento delle attuali risorse della deroga agli ammortizzatori, non siamo di fronte a un’estensione”. E, ha concluso la Camusso, “non condividiamo l’idea che si debba intervenire sull’articolo 18”.

In ogni caso la Cgil è pronta a dare battaglia anche una volta venisse approvata la legge di riforma del mercato del lavoro.

“Il governo non pensi che una volta approvata una norma di questo tipo, sia finita la partita: noi continueremo la nostra iniziativa”. Camusso ha ribadito la volontà di portare avanti iniziative a seconda del percorso legislativo che verrà introdotto: “Se continua un percorso di legge delega abbiamo davanti una strada che sarà costellata dalla mobilitazione”. Anche dopo l’approvazione “perché bisogna fare i decreti attuativi” e poi, ha proseguito, “perché non è che basta cancellare dopodiché si rinuncia”. Secondo la leader Cgil, “il terreno delle tutele dei lavoratori rimane un grande tema aldilà dei singoli voti”.

“Quello che stiamo registrando è che non c’è gradimento rispetto a questa impostazione”, ha spiegato Camusso, per la quale “i lavoratori pensano una cosa molto precisa, assolutamente confermata dalla discussione di ieri: e cioè l’idea che siano loro a pagare il conto a chi in questi vent’anni non ha investito, non ha cambiato la specializzazione del paese e ha deciso di arricchirsi finanziariamente”. Quanto alla possibilità di rivedere mobilitazioni come quella dei tre milioni del Circo Massimo, la Camusso ha ricordato che “bisognerebbe ragionare su sei anni di crisi e su quanti sono oggi i disoccupati, perché non si può da un lato dire che il paese è cambiato e poi usare invece i parametri di dieci anni fa”.

Secondo il Mattinale, la nota politica mattutina che “dà la linea” ai parlamentari di Forza Italia, Renzi e Camusso sono sotto sotto d’accordo per fare una riforma dell’articolo 18 “meno liberale”. Lo proverebbe la tranquillità del segretario Cgil:

“Ci colpisce la soddisfazione della Camusso, la sua dichiarata ‘tranquillità’: brutto segno.  E’ il prezzo che Renzi ha pagato non sottobanco, ma con un abile gioco di veli e di dico-non-dico, a un ammorbidimento della Cgil. Ed è la rinuncia a una riforma davvero liberale. In fondo si ferma alle belle intenzioni della Fornero, naufragate malamente nella sostanza giuridica. Ma qui sbaglia i calcoli. Chieda in giro: se dai un dito alla Cgil, ti prende tutto il braccio”.