Renzi parte veloce: vuole tagliare Irpef, spesa pubblica e tasse sul lavoro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2014 9:00 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2014 9:00
Renzi parte veloce: vuole tagliare Irpef, spesa pubblica e tasse sul lavoro

Foto Lapresse

ROMA – Abbassare l’Irap del 10% per dare ossigeno alle imprese sul fronte del costo del lavoro e ridurre l’Irpef ai redditi fino a 15 mila euro. Sarà questa la prima, immediata, e tanto ardua missione che il governo Renzi vuole intraprendere.

Il neo titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dovrà tradurre il tutto in una legge, coperta con i fondi in cassa e con la spending review, da approvare al primo consiglio dei ministri operativo dopo quello di martedì dedicato ai sottosegretari.

Carlo Bertini su La Stampa spiega:

Una riduzione di Irap e Irpef per fare intascare ai meno abbienti un bonus annuale di 500 euro, o in forma di detrazioni o in forma di assegno per gli incapienti, quelli che non pagano tasse perché guadagnano troppo poco.

Ma Renzi punta ovviamente anche ad un netto taglio alla spesa, anche perchè come ha detto lui stesso “soldi in cassa non ce ne stanno, è inutile che ci prendiamo in giro. E i risultati della spending review rischiano di arrivare tardi rispetto alla data che ci chiedeva l’Europa”. Il presidente del Consiglio ha infatti due obiettivi chiari in mente: “Abbassare le tasse sul lavoro e contenere la spesa pubblica. Anzi, se è possibile abbatterla”.

Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera scrive:

L’uomo è fatto così, non accuserebbe mai direttamente Enrico Letta di aver tardato e di non aver rispettato i tempi dettati dell’Europa, anche se così è, e se questo rinvio secondo il premier si abbatterà sul suo governo e non su quello precedente. Però non vuole deflettere dal suo obiettivo. Si è dato delle scadenze, di cui ha avuto modo di parlare con Pier Carlo Padoan solo velocemente per telefono, e vuole arrivare fino in fondo. Con i suoi Renzi non riesce a nascondere la verità. Non può far finta che la situazione ereditata dal governo precedente non esista.

«Perché dovrei fare un esercizio di masochismo puro?», è la domanda provocatoria che si rivolge in questi giorni e che, soprattutto, rivolge a quelle corporazioni che non ha mai amato e con cui, prima o poi, sarà costretto a confrontarsi. I soldi, secondo il presidente del Consiglio «non si trovano certo aumentando la pressione fiscale». E il fatto che Padoan «non sia un rigorista» non gli dispiace affatto. I fondi, secondo il premier, bisogna trovarli dalle «riforme che l’Europa ci chiede». Anzi, che «ci ha gia chiesto e di fronte alla quali non «possiamo più indugiare». Solo quelle che ci daranno «l’energia per andare avanti, altrimenti….». Altrimenti il rischio è che tutta l’imprenditoria italiana si ritiri e si allontani. «Perciò – dice e ridice Renzi – bisogna fare presto, prima che arrivi lo tsunami. Questa è la ragione per cui dobbiamo fare sul serio».

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