Renzi, road map per presidente arbitro: coi franchi tiratori il Pd si suicida

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Gennaio 2015 17:11 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2015 17:30
Renzi, una road map per l'arbitro: coi franchi tiratori il Pd si suicida

Matteo Renzi parla all’assemblea Pd

ROMA – Il nuovo Presidente della Repubblica sarà un “arbitro, non una bandierina“, scelto dal Pd. E poi tutti gli altri. Matteo Renzi dinanzi all’assemblea Pd stabilisce una road map per l’elezione del successore di Giorgio Napolitano. La strategia è quella del dibattito interno, “il Pdr ce lo scegliamo insieme in direzione permanente”, e poi con tutti gli altri, “in delegazione”. Fino al 29 mattina, quando il Pd formalizzerà il suo nome per il Quirinale. Fino a quella data, il segretario, insieme a un gruppo composto dai due vicesegretari, i due capigruppo e il presidente del Partito (in ordine, Serracchiani, Guerini, Zanda, Speranza e Orfini), lavorerà con i gruppi parlamentari e tutti i Grandi elettori.

“A chi dice sarai terrorizzato assicuro che in questo mese concluderemo l’iter delle riforme – ha detto il premier – e saremo in condizione di assicurare al paese altri 7 anni di un presidente della Repubblica arbitro rigoroso del bene nostro e del paese. Non deve essere una bandierina ma un punto di riferimento per tutto il paese”.

E la scelta sarà innanzitutto interna al partito, “perché siamo in 450”. Con un monito ai franchi tiratori:

“Il Pd ha una responsabilità per cui o siamo in condizioni di fare quel che è necessario o se si fallirà come nel 2013 noi saremo additati come colpevoli”.

Un fallimento, è l’avvertimento di Renzi, sarebbe un suicidio: gli italiani daranno la colpa al Pd e a quel punto non ci sarà più partita per nessuno.

La scelta del nome passerà poi necessariamente dal confronto con tutti gli altri. A partire da Forza Italia: perché “Berlusconi ha contribuito a votare gli ultimi due presidenti”, ma anche il Movimento 5 Stelle, se vorrà. “Colga l’occasione”, è l’invito di Renzi.

“Non dobbiamo trovare il nostro giocatore – ha puntualizzato – ma un l’arbitro per tutti”. Per fare questo, Renzi ha proposto la creazione di una apposita delegazione che si confronti con le altre forze a nome del Pd e la convocazione permanente della stessa direzione nazionale, di qui al giorno dell’elezione del nuovo capo dello Stato, prevista tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Ma sia chiaro:

“Se qualcuno si chiama fuori faremo a meno di lui. Nessuno ha il diritto di veto”.