Renzi: “Se facciamo riforme non si fanno elezioni anticipate”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2014 16:06 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2014 19:36
Renzi: "Se facciamo riforme non si fanno elezioni anticipate"

Renzi: “Se facciamo riforme non si fanno elezioni anticipate”

ROMA – “Ogni valutazione sul passaggio elettorale deve essere preceduta dalla valutazione sulla capacità di questo Parlamento di fare le riforme nei prossimi tre anni”. E’ bastata questya ovvia considerazione di Matteo Renzi nell’aula del Senato per far sussurrare a più d’uno in Transatlantico o in sala stampa una sbrigativa traduzione: “Voto anticipato se il parlamento non fa le riforme”. 

Così titolano i siti di Repubblica e Corriere della Sera ma detta così è una minaccia più che una constatazione. Comunque una lettura/traduzione che poggia sui molti sospetti nutriti da coloro che si dichiarano ben informati e che sono pronti a scommettere che Renzi voglia votare ad aprile 2015.

Almeno ufficialmente Renzi ha ripetuto una decina di volte tutto il contrario. Ha detto che le elezioni gli converrebbero ma non le farà e ha detto: “Se il parlamento mette la marcia giusta e modifica le cose che non sono andate negli anni scorsi prendiamo un impegno di legislatura e non limitato”.

Ma forse una qualche ragione nel tradurre così sbrigativamente gli interpreti e i cronisti ce l’hanno. Renzi si è detto pronto a ricorrere allo strumento del decreto legge nel caso che Camera e Senato gli impediscano di mandare avanti la riforma del mercato del lavoro (“oggi è l’apartheid”).

Immaginare un decreto legge in materia, immaginare i 60 giorni di dibattito sulla sua conversione, immaginare le dissociazione e i distinguo da parte anche di un robusto pezzo di Pd, immaginare che su un decreto del genere possa andare sotto non è fantasia. Ma che succederebbe se il governo Renzi andasse sotto sul decreto che riforma la legislazione sul lavoro..?