Renzi: “Segreteria Pd? Prima le regole. Stavolta non mi faccio fregare”

Pubblicato il 9 Giugno 2013 17:23 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2013 18:12
Letta e Renzi insieme (Ansa)

Letta e Renzi insieme (Ansa)

FIRENZE – ”Usciamo dal personalismo o meglio dalla personalizzazione, Letta contro Renzi”. A parlare è il sindaco di Firenze Matteo Renzi, ospite nella sua città all’incontro la Repubblica delle Idee.

Il sindaco di Firenze risponde a chi gli chiede se sia pronto a correre per la segreteria del Pd, che prima Epifani deve fissare la data del Congresso: “Fissi la data delle primarie aperte…” ha detto Renzi, che scherzando suggerisce ”l’ashtag è guglielmofissalatada”.

Ma soprattutto, sempre rivolgendosi all’attuale segretario ha aggiunto: ”Prima fissi regole, poi vediamo… Stavolta non mi faccio fregare, prima si fanno le regole e poi dico se mi candido”.

Sul rapporto con Enrico Letta, Renzi ha spiegato che l’ambizione vera è quella di provare a cambiare l’Italia. I due, ieri (sabato 8 giugno) si sono incontrati a palazzo Vecchio. “Il tema più grande è l’ambizione del paese. Se il governo fa le cose, bene: altrimenti il governo va a casa. Se Letta cambia l’Italia io sto con Letta”. ”La domanda – ha aggiunto Renzi rispondendo alle domande di Massimo Giannini e Claudio Tito alla Repubblica delle Idee – è: il governo è in condizione di farlo? Se sì, si faccia, altrimenti si mena il can per l’aia”.

”Capisco che fa più notizia Letta contro Renzi. Qui usciamo dalla logica del personalismo, c’è un’idea per cambiare questo paese o no? Io sono amico personale di Letta e lo stimo molto. Lo ritengo di qualità e competenza e sono solidale con lui. Enrico è proprio bravo. Poi, poveretto deve governare con Brunetta e Schifani, Io non sarei bravo come lui… non credo ne sarei capace”.

Dell’incontro con Enrico Letta Renzi è rimasto ”molto convinto” dagli aspetti europei. Meno dal ”modello di revisione costituzionale che il governo ha proposto” dato che, aggiunge Renzi, “vedo fortissimo il rischio della ”commissionite”. C’è bisogno di una commissione per capire che ci vuole una riforma elettorale?”.  Di Letta, ha detto Renzi, ”mi ha convinto moltissimo la parte europea. Anche quel riferimento al giugno 2014, la vera data che segna la politica italiana e europea quando l’Italia prenderà la presidenza. O – ha detto il sindaco di Firenze – siamo in grado di orientare il dibattito oppure l’Europa rischia di diventare solo un problema”. ”E poi – ha detto Renzi – mi ha fatto piacere di aver sentito parole che ricordano molto le primarie: stati uniti d’Europa e critica al finanziamento pubblico”.