Renzi sui migranti: “Diritto asilo deve diventare europeo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Agosto 2015 9:22 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2015 9:22
Renzi sui migranti: "Diritto asilo deve diventare europeo"

Matteo Renzi

ROMA –  Offensiva in Europa sul tema dei migranti, ottimismo su crescita e calo delle tasse in Italia. Matteo Renzi ricomincia dopo l’estate con una intervista fiume ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera. Intervista in cui chiede che il diritto di asilo diventi europeo:

 “Questo è il momento giusto per lanciare un’offensiva politica e diplomatica. L’Europa deve smettere di commuoversi e iniziare a muoversi. È finito il tempo dei minuti di silenzio: si scelga finalmente di superare Dublino e di avere una politica di immigrazione europea, con un diritto d’asilo europeo. Questa sarà la battaglia dei prossimi mesi”.

“Ci vorrebbero mesi, ma avremmo un’unica politica europea di asilo, non tante politiche quanti sono i vari Paesi. Andremmo negli Stati di provenienza per valutare le richieste di asilo, evitando i viaggi della morte. Gestiremmo insieme anche i rimpatri”.

“Credo – agggiunge il premier – stia emergendo la verità sui migranti: non è un problema italiano su cui speculare per mezzo punto di sondaggio, ma una grande crisi mondiale e europea da affrontare a Bruxelles, non a Lampedusa. Questa è stata la prima battaglia del mio governo: chiedere l’internazionalizzazione di questa crisi”.

Per Renzi è fondamentale un intervento profondo, che coinvolga anche i paesi di origine dei migranti:

“Non dobbiamo solo tamponare l’emergenza, ma anche avere un ruolo maggiore in Africa e in Medio Oriente. Investire di più sulla cooperazione internazionale. Agevolare i rimpatri. E bloccare i trafficanti di uomini, per sempre”.

Ma Renzi, nell’intervista fiume parla, e tanto, anche di Italia. Il premier la vede così:

“Il Paese non mi sembra fermo e al contrario vedo tanta energia. Gli indici di fiducia e i consumi tornano a crescere. Il turismo tira, in particolare al Sud. Si respira un clima di ripartenza. Dopo anni di segno negativo torniamo a crescere”.

Renzi, insomma, ostenta ottimismo: “Cresciamo all’incirca come Francia e Germania: poco, ma finalmente come loro. Negli ultimi anni, invece, mentre loro crescevano noi perdevamo posizioni”.

Torna sulla riduzione delle tasse; dove troveremo i soldi? in Europa, spiega il premier, “abbiamo ottenuto la possibilità di uno spazio di patto di circa l’1%, 17 miliardi di euro. Cercheremo di usare parte di quello. Quanto al deficit: siamo tra i pochi Paesi europei che rispettano la soglia del 3%, continueremo a farlo”.

Il premier riflette poi sulla riforma del Senato ed esclude il pericolo di una crisi di governo che sfoci nel voto anticipato: “Non vedo nessun rischio”. “Se vogliamo fare una forzatura sul testo uscito dalla Camera, i numeri ci sono, come sempre ci sono stati”. “Se vogliamo forzare possiamo farlo. Ma noi fino alla fine cerchiamo, come sempre, un punto d’incontro”.
L’elettività al Senato chiesta dalla sinistra Pd? “Rivotare una cosa già votata due volte sarebbe un colpo incredibile a un principio che vige da decenni. Ma non è il passaggio più delicato della riforma: una soluzione si può trovare. Non abbiamo mai fatto le barricate su nulla, se non sul principio di superare il bicameralismo paritario: vedremo. Basta che non sia la scusa per ricominciare sempre da capo”.

Riflette poi sul Pd; “oggi siamo al paradosso che chi a sinistra ha ucciso l’Ulivo, segandone i rami e promuovendo convegni come Gargonza per rilevarne l’insufficienza, si erga a paladino dell’ulivismo”. Letta candidato al congresso del 2017? “Non mi risulta”. “Per me sarebbe molto divertente. Potremmo confrontare i risultati dei rispettivi governi”.

Infine il premier torna sulle unioni civili: “Si faranno. Punto”. “Anche qui: ci sono i numeri per una forzatura, ma spero di trovare un punto di intesa ampio”.