Renzi, toto-ministri: Reichlin all’Economia, Farinetti e Baricco (Renzi boys)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2014 9:30 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2014 9:33
Renzi, toto-ministri: Reichlin all'Economia, Farinetti e Baricco e i Renzi boys

Renzi, toto-ministri: Reichlin all’Economia, Farinetti e Baricco e i Renzi boys

ROMA – Renzi, toto-ministri: Reichlin all’Economia, Farinetti e Baricco e i Renzi boys. Mancano poche ore allo show-down della Direzione del Pd dove è annunciato l’atto formale di sfiducia al Governo Letta da parte del segretario Matteo Renzi, il toto-ministri del governo che verrà impazza. Tra conferme e nuovo ingressi un punto sembra certo: la squadra sarà ridotta all’osso: 12 ministri in tutto (con il sacrificio di 9, tra accorpamenti e cancellazioni di dicasteri) e una trentina di sottosegretari, a mostrare subito una discontinuità forte con il passato.

Economia. Era già circolato ieri un tris di nomi per il ministero più pesante, l’Economia: la sorpresa Andrea Guerra, ad di Luxottica, e i più collaudati “tecnici” Lorenzo Bini Smaghi e Pier Carlo Padoan. Oggi va aggiunto il nome di Lucrezia Reichlin, economista d’area (è la figlia di un alto dirigente comunista) fra l’altro in lizza (era data addirittura come favorita) tra i candidati alla guida della Banca centrale inglese. Tra i papabili c’è anche Tito Boeri, editorialista ed economista che tentò anche la scalata alla poltrona di sindaco di Milano (perse le primarie di centrosinistra con Pisapia). Allo Sviluppo Economico, a posto di Flavio Zanonato potrebbe andare un giovane della minoranza dem, Maurizio Martina.

Renzi boys. Non è un mistero il legame tra Matteo Renzi e alcuni protagonisti del business alimentare di qualità come Oscar Farinetti, patron di Eataly, della imprenditoria culturale come Alessandro Baricco (la sua scuola Holden ha tra i soci il figlio di Farinetti). Un loro ingresso è per ora una suggestione obbligata dal peso dell’amicizia ma non trova riscontri oggettivi. Il Fatto Quotidiano nota come nel cda della Scuola Holden sieda anche Marco Carrai, procacciatore di fondi per le campagne elettorali di Renzi. Farinetti potrebbe essere convinto ad impegnarsi al Ministero della Agricoltura, Baricco alla Cultura (posto per il quale concorrono anche il “giovane turco” Matteo Orfini e Paolo Mieli, storico, editore ed ex direttore del Corriere della Sera)

Interno.  Alfano vorrebbe mantenere il posto (è anche vice di Letta) ma Ncd ha altri due ministri a caccia della conferma (Quagliariello è già fuori con la fedelissima di Renzi Maria Elena Boschi pronta alle Riforme), Lupi e Lorenzi (Infrastrutture e Salute). I posti disponibili sono però solo 2.

Esteri. E’ spuntato il nome di Andrea Romano di Scelta Civica (storico, giornalista) per un incarico. Ma la poltrona di ministro è destinata a Letta: se, come è probabile non dovesse accettare, Bonino è sicura della riconferma.

Difesa. Due donne potrebbero rimpiazzare Mario Mauro. I nomi sono per ora quelli di Federica Mogherini. già componente della segreteria Pd, e Roberta Pinotti.

Rapporti con il Parlamento. L’attuale vice presidente della Camera, Roberto Giachetti (è noto per i suoi scioperi della fame contro il Porcellum) potrebbe sostituire Dario Franceschini che aspira al ruolo di presidente della Camera nel caso Boldrini fosse cooptata al Governo per coinvolgere Sel nell’esecutivo.

Ambiente. Con ogni probabilità sarà confermato Andrea Orlando, democratico della corrente dei “giovani turchi” che si è schierata per la staffetta tra Letta e Renzi al governo.

A titolo diverso, vengono segnalati diversi nomi come candidati a far parte dell’esecutivo: i sindaci di Cagliari Zedda (Sel) e di Bari Emiliano (Pd).