Renzi: “Vediamo con chi sta la gente”. Sfida ai “sorci verdi” dell’opposizione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2015 18:59 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2015 20:09
Renzi: "Vediamo con chi sta la gente". Sfida ai "sorci verdi" dell'opposizione

Renzi e la Boschi durante il Blitz notturno a Montecitorio (FOTO ESCLUSIVE BLITZ QUOTIDIANO)

ROMA – Dopo quasi 24 ore di pugni e schiaffi, fisici e verbali, Matteo Renzi lancia la sfida su Twitter: “La riforma sarà sottoposta a referendum. Vedremo se la gente sarà con noi o con il comitato del no guidato da Brunetta, Salvini e Grillo“. Una sfida simbolica, più che effettiva, visto che la riforma in questione sarebbe finita ugualmente al referendum (per le riforme istituzionali infatti servono i voti di due terzi del Parlamento, che Renzi molto difficilmente avrebbe comunque avuto), ma serve al premier per misurare la sua forza contro l’opposizione. La dichiarazione arriva infatti dopo la minaccia “ti faremo vedere i sorci verdi” fatta da Forza Italia (per bocca del capogruppo alla Camera Renato Brunetta) e condivisa da Sel, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e, per non farsi mancare niente, anche dai Fassina e dai Civati dell’Aventino del Pd (la solita minoranza che non perde occasione di contestare il governo). Anche Pier Luigi Bersani consiglia a Renzi di smettere i panni autoritari: “Siamo stati noi a chiedere al governo di gestire il passaggio e questo ha dato una scossa. Ma se il governo pretende di avere il dominio poi finisce in rissa”.

In realtà il braccio di ferro è su tempo e modo di approvazione delle riforme istituzionali. Non è solo ostruzionismo e durissimo ostruzionismo parlamentare, è qualcosa di più e di diverso. E’ una spallata al governo e poi vediamo l’effetto che fa. Spallata un po’ recitata ma anche via via un po’ convinta. Lo avverte e dà mostra di averlo capito il presidente del Consiglio. Dice Renzi: “Vogliono fermare non una legge, ma il governo stesso”. E prosegue: “Se si vuole stabilire il diritto di veto delle minoranze sull’azione dei governi, allora sappiano che non li lasceremo fare”. E poi Renzi ricorda: “Non mi son fatto fermare da Berlusconi, figuriamoci da Beppe Grillo”. Parla alle opposizioni barricate fuori dall’aula e parla anche alla minoranza del Pd che dal tirarla a lungo cambiando e ricambiando i testi di legge è fortemente tentata.

Tirarla a lungo fino a che… Fino a che Renzi non ceda su qualche punto. Tirarla a lungo fino a che il governo stesso non finisca per camminare nel vuoto e venga giù insieme con tutte le sue riforme. Questo l’asse che unifica in un solo obiettivo Vendola, Grillo e Salvini.