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I “mai” del figlio del Capo, Renzo Bossi: “Non guardo il conto in banca, non a Sud di Roma”

renzo e umberto bossi

Renzo e Umberto Bossi

Quanto guadagna da “eletto dal popolo” non lo sa. Sarà per distrazione o lontananza da queste piccole cose, lui non ci fa caso: “Non lo quanto è il mio stipendio, non guardo mai il conto in banca”. E tra i “mai” della sua vita finora c’è anche la discesa al Sud: “Non sono mai stato a Sud di Roma, non ne ho avuto l’occasione”. E’ in vacanza anche lui, Renzo Bossi, il figlio di Umberto. I giornalisti lo scrutano e annotano tutto: il quattro ruote, metà jeep e metà moto enduro con il quale scarrozza Matteo Salvini, i braccialetti, il rosario di Medjugorie, l’amica Denise, il sorriso con cui risponde ai cronisti, perfino lo spartito musicale mentre si diverte al pianoforte dell’hotel Mirella in Valcamonica. Deve essere uno strazio questa curiosità dei media per il ventunenne, cui lui tutto sommato reagisce con pazienza.

Qualche giustificazione, qualche attenuante per il tormento che gli danno i giornalisti ce l’hanno. Infatti non è ben chiaro se Renzo Bossi, teneremente detto “Il Trota”, cioè variante scherzosa e casalinga del “Delfino”, sia solo il figlio del leader della Lega soffocato nel suo privato da fotografi e taccuini, oppure sia un personaggio politico italiano. A parole, e soprattutto a fatti concreti, Umberto Bossi lo alleva e lo indica come l’erede, erede politico. Non solo perchè tale designazione più volte se l’è fatta scappare di bocca, salvo poi precisare: “gli eredi li scelgono i congressi”. Soprattutto perchè papà Bossi il figlio Renzo più e più volte se l’è portato agli incontri con Berlusconi a Palazzo Grazioli e perfino alle sedute del Consiglio dei ministri. A che titolo e con che ruolo il ragazzo abbia potuto partecipare non si sa. Anzi titolo e ruolo non ci sarebbero proprio, ma la cosa è stata da tutti accettata. E’ usanza in verità alquanto “tribale”: nelle riunioni dei capi tribù infatti il Capo porta anche il primo figlio maschio perchè conosca e apprenda. Nelle istituzioni cosiddette “moderne”, cioè da circa tre secoli in Europa l’usanza era stata abbandonata. Ora è tornata in voga nella Lega e grazie alla Lega che, si sa, è una e trina: di governo, di lotta e di secessione. Democratica, territoriale e dinastica. Interrogato in materia, con sincera ingenuità Renzo a domanda risponde: “Senza papà che facevo? Magari l’imprenditore”.

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