Respingimenti clandestini/ Scontro fra Italia e Onu sull’immigrazione

Pubblicato il 12 maggio 2009 15:26 | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2009 15:26

Non accenna a diminuire la tensione politica tra Governo italiano e Onu sulla questione dei respingimenti.

Il premier Berlusconi insiste con la linea dura nei confronti dei clandestini. Da Sharm El Sheik il Cavaliere giudica l’arrivo sulle coste italiane dei barconi degli immigrati come «il frutto di una organizzazione criminale».  Per il Presidente del Consiglio «i migranti sono persone che hanno pagato un biglietto, non sono persone spinte da una loro speciale situazione all’interno di Paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie». Il premier si è assunto anche la piena responsabilità dei provvedimenti in tema di immigrazione.

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha subito replicato annunciando a Ginevra una lettera al Governo italiano dove si esprime «grave preoccupazione» per il rinvio in Libia dei clandestini. La lettera sottolinea inoltre come il principio del non respingimento non conosce limitazione geografica. Il comportamento italiano pregiudica il valore del diritto all’asilo nell’Unione Europea, come sancito dalla Convenzione del ’51 sui rifugiati. Convenzione – ricorda il portavoce dell’Unhcr – che la Libia non ha sottoscritto.

L’Alto Commissariato fornisce anche alcuni dati significativi: nel 2008 oltre il 75% di coloro che sono giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale.

Nella polemica interviene anche l’opposizione. Per Dario Franceschini del Pd «i barconi pieni di disperati sono stati trasformati in uno spot elettorale per le prossime elezioni».