Rete 5G, anche su decreto Golden Power è scontro Salvini-Di Maio: crisi nera al governo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Agosto 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Agosto 2019 8:01
Rete 5g, scontro governo

Rete 5g, altro motivo di scontro al governo (Foto archivio ANSA)

ROMA – Il governo giallo-verde affossa ormai in un’eco di no. A pagarne le conseguenze anche lo sviluppo della rete 5G, con il decreto Golden Power affossato in Parlamento anche da M5s, che ha cambiato idea e deciso di “non insistere” per la conversione in legge, raccogliendo così le lamentele di Huawei.

La crisi di governo imperversa ormai su tutto, scrive Luigi Garofalo sul sito Key4biz, anche sul decreto Golden Power che era stato varato su proposta di M5s e che raccoglieva le lamentele di Huawei, secondo la quale si tratta di “una norma discriminatoria perché si applica solo alle società extra europee”.

Il decreto era entrato in vigore il 12 luglio ed sarebbe dovuto essere convertito in legge il 9 settembre, ma ormai non c’è più tempo. Eppure il nuovo Golden Power è stato voluto fortemente dalla Lega e in particolare dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Il 26 luglio in merito Matteo Salvini ha detto: “Il decreto dà più tempo per analizzare un eventuale rischio”. “Se non ci sono evidenze di criticità è chiaro che non puoi chiudere il mercato a uno o più soggetti”.

Parole, quelle del leghista, che facevano riferimento a Huawei e ZTE finite nel mirino degli Stati Uniti, ma la misura riguarda anche società come Cisco e Samsung. Si tratta di un decreto che obbliga le società non europee, entro 10 giorni a notificare a Palazzo Chigi contratti o accordi sulle reti 5G, in modo che il governo entro 45 giorni avesse la possibilità di esercitare il veto o indicare condizioni da rispettare.

Il Golden Power è stato rimpiazzato lo scorso 19 luglio dal disegno di legge cybersecurity “per disciplinare in modo più organico la materia della sicurezza informatica”. Un ddl che ha un iter parlamentare lungo e incerto, tanto più che il governo che l’ha voluto sembra non stare più in piedi e avviarsi verso il capolinea. (Fonte Key4biz)