Vescovo di Acerra: “Brunetta non faccia lo spaccone, lui lombardo da 50 tra gente del Sud”

Pubblicato il 12 Settembre 2010 15:06 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2010 15:31

Antonio Riboldi

Al monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra, in provincia di Napoli,  le parole del ministro Brunetta sulla conurbazione Napoli-Caserta come “cancro sociale e culturale” non sono proprio piaciute. Il prelato invita il rappresentante di governo “a dare giudizi meno avventati. Non servono spacconate, bisogna conoscere le cose di cui si parla”. Il tutto dopo aver celebrato la messa.

Monsignor Riboldi è nato a Triuggio, in provincia di Milano, ma da tempo ha svolto la sua azione pastorale al Sud. ”Il ministro- sostiene il vescovo – dovrebbe essere più equilibrato nei suoi giudizi. La povertà del Sud non è una colpa della gente del Sud ma dei mancati investimenti, del mancato arrivo del lavoro”.

Lo dice lui che è ”un lombardo che da 50 anni è in mezzo alla gente del Sud. La cosa che mi ha sempre colpito è che questa gente meravigliosa non ha mai alzato la voce. Mi meraviglia questa pazienza e mi chiedo e lo chiedo al ministro fino a quando durerà”.