Intercettazioni, “attacco” al Colle. Napolitano: “Ricatto? Con me non funziona”

Pubblicato il 30 agosto 2012 20:57 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2012 21:02
Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano (Foto Lapresse)

ROMA – Tutto il mondo politico si schiera con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Panorama avrà pure fatto uno “scoop”, ma le anticipazioni sulle telefonate intercettate tra il capo dello Stato e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino non sono piaciute. Il Colle è netto, come mai prima: “Il Quirinale non è ricattabile”. Ma c’è qualcuno che lo sta ricattando?

Per il presidente del Consiglio Mario Monti “Il Paese” intero reagirà “a difesa” di Napolitano. La solidarietà arriva da tutto il mondo politico. Tranne da Antonio Di Pietro.

Per il Quirinale le rivelazioni sulle intercettazioni sulla presunta trattativa Stato-mafia? Tutta una “torbida manovra destabilizzante”. Dopo l’annunciato scoop di Panorama, dicono dal Colle, ”alle tante manipolazioni si aggiungono autentici falsi”. ”La campagna di insinuazioni e sospetti nei confronti di Napolitano ”ha raggiunto un nuovo apice”.

La presa di posizione del Quirinale arriva giovedì mattina. Il giorno dopo l’annuncio delle anticipazioni di Panorama. E inizia così una giornata di frasi di sostegno a Napolitano. Da Pierferdinando Casini (Udc) a Pierluigi Bersani (Pd), da Franco Frattini (Pdl) a Gianni Letta che va di persona da Napolitano a dare la propria solidarietà. Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri dice che “chi offende Napolitano offende tutto il popolo italiano”, Maurizio Lupi (Pdl) parla di “una situazione ai limiti del golpe”. Anche l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si schiera dalla parte di Napolitano.

Il Consiglio superiore della magistratura dà la sua “piena solidarietà al presidente della Repubblica, oggetto da tempo di attacchi tanto infondati quanto strumentali”.

Il procuratore di Palermo Francesco Messineo prima bolla come “non corrispondenti con le telefonate intercettate le anticipazioni di Panorama”, e poi difende la decisione di indagare su una possibile fuga di notizie sostenendo che “L’intenzione di disporre accertamenti su una possibile fuga di notizie non significa necessariamente attribuire validità alle notizie che sono state diffuse”.

L’unica voce fuori dal coro è quella di Antonio Di Pietro. Il leader Idv segue la linea del Fatto Quotidiano, il giornale che da mesi porta avanti una campagna  a sostengo dei pm che hanno disposto le intercettazioni delle telefonate tra Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino.

Era stato lui a parlare di “tentativo di ricatto” a Napolitano alla notizia delle anticipazioni di Panorama. E il giorno dopo, mentre la solidarietà di tutto il mondo politico piove sul Colle, Di Pietro dice: “Un Capo dello Stato che non si attiva per risolvere un dolore delle istituzioni mi pare molto capo e poco Stato. E inopportuno e fuori luogo il conflitto di attribuzione sollevato da Napolitano. Non vi è dubbio che, in questo modo, il capo di Stato ha creato una situazione di oggettiva difficoltà”.

Dopo una simile giornata viene da domandarsi perché ci si agiti tanto. E sorge il dubbio se davvero ci sia qualcuno che ricatti Napolitano. Mai prima d’ora il Colle era stato tanto duro. “La pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il capo dello Stato è risibile. A chiunque abbia a cuore la difesa del corretto svolgimento della vita democratica spetta respingere ogni torbida manovra destabilizzante”.

Che sia davvero così?

 

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