Ricerca, Beatrice Lorenzin: “Italia gioca in prima classe, andiamo in Champions”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Febbraio 2020 19:52 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2020 19:52
Beatrice Lorenzin: Ricerca Italia gioca prima classe, ora Champions

Beatrice Lorenzin: Ricerca Italia gioca prima classe, ora Champions (Foto archivio ANSA)

ROMA – La ricerca in Italia offre grandi risultati, ma servono più investimenti per frenare la fuga dei cervelli all’estero. A sottolineare l’importanza degli investimenti nella ricerca è Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute, che ha dichairato: “Noi giochiamo in prima classe, adesso dobbiamo andare in Champions”.

La Lorenzin, coordinatrice del Forum HealthScience Brige che si sta svolgendo presso il Centro Studi Americani, ha commentato: “Oggi affrontiamo il tema della sostenibilità e della ricerca come motore di sviluppo e lo facciamo con i più grandi ricercatori italiani all’estero, alla presenza del ministro Gaetano Manfredi ma anche con tanti decisori che non si occupano prettamente di ricerca”.

L’ex ministro ha aggiunto: “Cerchiamo di capire dove sta andando la ricerca biomedica e come può essere veramente un volano di sviluppo per l’economia italiana perché questo è il nostro petrolio e dall’altra parte come garantire queste scoperte straordinarie contro il cancro, contro le malattie degenerative, le nuove frontiere della genomica e i pazienti italiani”.

La Lorenzin ha spiegato: “Il panorama italiano è brillante nonostante tutto nei prossimi anni saremo però difronte ad un bivio: o riusciamo a valorizzare al massimo questo grande patrimonio della conoscenza e farlo diventare un’industria oppure rischiamo di retrocedere. Noi giochiamo in prima classe, adesso dobbiamo andare in Champions e queste sono scelte strategiche del Paese”.

Anche il caso del coronovirus ha messo in evidenza che “bisogna valorizzare lo status dei ricercatori, anche economicamente, perché altrimenti si rischia che questi lavoratori vadano a lavorare all’estero dove vengono pagati di più. Dobbiamo far comprendere anche a chi non si occupa di ricerca qual è il valore strategico di questo settore per l’Italia”.