Luca Ricolfi su La Stampa: “Grillo e Montezemolo sono una minaccia per il Pd”

Pubblicato il 3 settembre 2012 12:37 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 12:37

ROMA – “Se fossi Bersani non sottovaluterei né l’area Montezemolo né quella di Grillo”. Luca Ricolfi, in un editoriale su La Stampa, nel quale fa un parallelo politico tra oggi e il 1994, mette in guardia il leader del Pd da queste due forze in continua crescita.

Ricolfi, spiegando che oggi come nel ’94 ci sarà uno scontro tra vecchio e nuovo, aggiunge che il fare attenzione a Montezemolo e Grillo è un fatto che viene ancor di più accentuato “specie nell’eventualità sciagurata che i partiti continuino a restare insensibili al “grido di dolore” che, da tanti anni e da tante parti d’Italia, i cittadini levano contro la politica e i suoi indistruttibili, irrottamabili, rappresentanti di sempre”.

Ricolfi fa quindi il punto sulla Legge elettorale e le eventuali prossime elezioni:

Se non sarà il porcellum (legge attuale), sarà il super-porcellum (legge attualmente in discussione), ossia l’unico sistema capace di sommare i difetti del proporzionale e i difetti del maggioritario. La legge di cui si parla da settimane, infatti, gode di tre interessanti proprietà: permette ai segretari di partito di scegliere a tavolino una frazione considerevole degli eletti, a prescindere dalle scelte degli elettori; non consente ai cittadini di sapere, la sera delle elezioni, chi le ha vinte e chi le ha perse (si torna ad accordi fatti in Parlamento, come nella prima Repubblica); distorce la rappresentanza, nel senso che, con il premio di maggioranza, conferisce al partito più grande molti più seggi di quanti ne merita in base al voto e, con la soglia di sbarramento al 5%, toglie molti seggi ai partiti più piccoli.

 

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