Salvini e Di Maio, lite sui rifiuti. Lega pro-inceneritori, M5s stoppa: “Non sono nel contratto”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 15 novembre 2018 16:35 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2018 23:10
Rifiuti, lite Salvini-Di Maio: inceneritori dividono Lega e M5s

Salvini e Di Maio, lite sui rifiuti. Lega pro-inceneritori, M5s stoppa: “Non sono nel contratto” (Foto archivio Ansa)

ROMA – Gli equilibri del governo giallo-verde sono sempre più precari. Lo scontro tra i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio stavolta passa per i rifiuti. Dopo che Salvini ha dovuto dire addio al condono “salva Ischia” proprio per il “tradimento” di alcuni senatori di M5s, Salvini passa al contrattacco sul problema dei rifiuti a Napoli e lancia la proposta: “Costruire un termovalorizzatore in ogni regione”. Una dichiarazione inaccettabile per M5s e per Di Maio, da sempre contrari di fatto agli inceneritori.

A scatenare le ire M5s sono state le parole di Salvini a Napoli, che per risolvere il problema dei rifiuti rilancia la costruzione degli inceneritori: “Occorre il coraggio di dire che serve un termovalorizzatore per ogni provincia perché se produci rifiuti li devi smaltire. A metà gennaio va in manutenzione l’unico termovalorizzatore della regione è in pratica una emergenza annunciata. C’è veramente una incapacità folle dall’emergenza del 2008 siamo tornati indietro, ma nessun miglioramento”.

Anche le parole del ministro dell’Interno al sindaco Luigi De Magistris non sono certo di pace, anzi: “Il sindaco si oppone ai termovalorizzatori? Se li mangi i rifiuti. Non vorrei doverli imporre, abbiamo sentito tutto. Se c’è di mezzo la salute dei bimbi e c’è incoscienza da parte di pubblici amministratori allora si può anche imporre. Stiamo parlando della salute di milioni di persone. A meno che de Magistris non sia disposto a fare un unicum mondiale e anche la Regione. Se trovano una localizzazione bene, altrimenti ci pensiamo noi”.

La risposta di Di Maio non è tardata ad arrivare: “Quando si viene in Campania e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo”. 

Parole quelle di Salvini che non lasciano indifferente il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che a margine della firma di un protocollo di intesa sul contrasto all’inquinamento dell’aria con il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, dichiara: “Il ministro Salvini ha detto qualche cosa anche di provocatorio, probabilmente perché si è reso conto che è un momento di sofferenza. Quando arriva l’inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo dei rifiuti è fallito. Stiamo lavorando ogni giorno per portare l’Italia, e non solo la Terra dei Fuochi, fuori dall’ormai cronico ritardo nella gestione del ciclo dei rifiuti. Riduzione, riuso, recupero, riciclo, sono le quattro R che devono diventare un mantra per tutti. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive in un’epoca passata”.

A ribadire che nel contratto del governo giallo-verde non sono previsti inceneritori, ci pensano i parlamentari M5s della Commissione ambiente della Camera, che in una nota scrive: “Sia il Contratto di Governo che punta al superamento degli inceneritori non a costruirne di nuovi, che i numeri della produzione dei rifiuti in Campania e lo stato d’avanzamento della raccolta differenziata nella Regione, escludono industrialmente la realizzazione di nuovi impianti incenerimento”.  

I Parlamentari Cinque Stelle citano la pagina del contratto di governo dove si prevede la chiusura degli inceneritori: “Una corretta e virtuosa applicazione dell’economia circolare in linea con la Gerarchia Europea nella gestione dei rifiuti comporta una forte riduzione del rifiuto prodotto prodotto, una crescente percentuale di prodotto riciclato e contestualmente una drastica riduzione della quota di rifiuti smaltiti in discarica e incenerimento, fino ad arrivare al graduale superamento di questi impianti, adottando metodi tecnologicamente avanzati e alternativi. A tal proposito il sistema di economia circolare di riferimento è quello oggi adottato dal servizio pubblico della provincia di Treviso, studiato in tutto il Mondo”.

E concludono: “Nel Contratto sono previsti inoltre fiscalità premianti per la raccolta differenziata e recupero di materia proprio come quella approvate oggi in Commissione e l’estensione della raccolta domiciliare con tariffa puntuale, centri di riparazione e riuso dei beni riutilizzati”. Quanto alla Campania i livelli di raccolta differenziata raggiunti in questa regione negli ultimi anni non giustificano neanche sul piano industriale la realizzazione di nuovi inceneritori. Quello che è da potenziare in Campania è l’estensione della raccolta differenziata domiciliare con tariffa puntuale in tutta Napoli e in tutti i Comuni e costruire centri riparazione, riciclo, compostaggio. Proprio come dice il Contratto di Governo e il ‘Modello Treviso’ già realizzato per la parte della raccolta differenziata da moltissimi Comuni campani”.