Riforma del lavoro: Napolitano rinvia la legge alle Camere

Pubblicato il 31 Marzo 2010 13:15 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2010 14:12

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto alle Camere, a norma dell’art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge di riforma del lavoro «affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale».

La legge riforma alcune parti del diritto del lavoro tra cui anche l’art. 18 che disciplina le procedure di licenziamento. Ma negli ambienti del Quirinale è stato fatto però presente che nel comunicato sulla richiesta di rinvio alle Camere non si fa riferimento all’art. 18 dello statuto dei lavoratori perchè le questioni sollevate, come risulterà evidente dalla lettura del messaggio del Capo dello Stato alle Camere, riguardano la necessità di più ampi adeguamenti normativi che vanno ben al di là di quel tema specifico.

Da quando ha assunto la carica nel maggio del 2006, è la prima volta che il Capo dello Stato rinvia alle Camere una legge ai sensi dell’art. 74 della Costituzione.

Una nota del Quirinale ha specificato che Napolitano non ha firmato a causa della «estrema eterogeneità della legge e in particolare della complessità e problematicità di alcune disposizioni – con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 – che disciplinano temi attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale».

L’art. 31 del provvedimento che aveva suscitato polemiche riguarda in particolare il ricorso all’arbitrato nelle controversie tra datore di lavoro e lavoratore in caso di licenziamento senza giusta causa. La nuova norma, secondo le posizioni contrarie alla riforma, potrebbe portare ad aggirare l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori che prevede la reintegrazione del lavoratore.

Uno dei primi commenti governativi è venuto dal ministro Roberto Maroni, ospite di SkyTg 24, il quale  ha osservato che nel caso specifico si tratta di un problema dei cosiddetti decreti omnibus, nei quali finiscono molte norme che spesso non hanno nulla a che vedere con il provvedimento originario, decreti sui quali il Presidente della Repubblica ha sempre mostrato sensibilità. Quanto al rinvio alle Camere Maroni ha detto che rientra nei poteri del Presidente della Repubblica e di non aver nulla da eccepire al riguardo.

Dal canto suo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha detto di rispettare la decisione di Napolitano « che chiede un ulteriore approfondimento al Parlamento, approfondimento che ci sarà. Da parte del governo saranno proposte alcune modifiche che mantengano in ogni caso l’istituto (arbitrato ndr) che lo stesso Presidente della Repubblica ha apprezzato».