Riforma del lavoro, sindacati e imprese frenano: 'Accordo ancora lontano'

Pubblicato il 17 Marzo 2012 20:43 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2012 21:27

MILANO, 17 MAR – Restano ''estremismi'' che frenano un accordo con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. La sintesi, dopo un round di incontri informali con il presidente del Consiglio Mario Monti ed il ministro del Lavoro Elsa Fornero a Milano, e' del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Che avverte gli altri leader di sindacati e imprese: senza accordo ''il governo fara' da solo e sara' una riforma piu' dura; fara' peggio per le esigenze sociali''. E aggiunge ''voglio denunciare il gioco al massacro di chi vuole che il Governo decida da solo, perche' cosi' lo fara' nel peggiore dei modi come ha fatto sulle pensioni''.

I nodi emersi nei giorni scorsi restano sul tavolo, dalle modifiche all'articolo 18 che preoccupano i sindacati, al riordino dei contratti che per le imprese incidera' sul costo del lavoro, alla messa a punto della riforma degli ammortizzatori sociali dove lo scontro sull'accelerazione dei tempi e' superato da un passo indietro del governo.

E netta la leader degli industriali Emma Marcegaglia: Confindustria non firmera' ''un compromesso al ribasso'': se la sintesi del confronto sara' questa ''meglio non farla'' la riforma, ''o quanto meno non avra' la firma'' degli industriali. Che invece sono pronti ad accogliere ''con entusiasmo'' una riforma che sia ''vera, profonda''. E che rappresenta un test, dice, per le ''reali capacita' di cambiamento di questo governo e di questa classe dirigente. Tutti ci stanno guardando''.

Non usa giri di parole il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: ''Siamo belli lontani, mi sembra complicato trovare una intesa''; ed in particolare sull'articolo 18 ''tutte le soluzioni solo lontane da ogni possibile ipotesi di un accordo''. Ed il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, conferma: ''Non scommetterei soldi sull'accordo. Non ci sono allo stato attuale soluzioni condivise, il punto fondamentale e' l'articolo 18'. La Uil non e' ''per nulla'' d'accordo su modifiche che cancellino l'articolo 18 per i licenziamenti disciplinari.

Anche la Cisl ''vuole salvare l'articolo 18'' mentre ''altri evidentemente preferiscono lavarsene le mani, e sarebbe un errore storico gravissimo'', dice Bonanni, che ribadisce: ''senza mediazioni si consente solo al governo di cambiare unilateralmente'' lo Statuto dei lavorator. Dall'Ugl, il segretario Giovanni Centrella invita, ''da oggi a martedi''' quando le parti torneranno al tavolo a Palazzo Chigi, con il presidente del Consiglio oltre che con il ministro del Lavoro, a ''parlare di meno e lavorare di piu' con l'obiettivo di arrivare ad una riforma utile, razionale e condivisa da tutti per il bene dei lavoratori e del Paese''.