Riforma giustizia, maggioranza divisa: la responsabilità civile dei giudici sarà disegno di legge delega

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Agosto 2014 17:40 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2014 19:14

ROMA – Sulla riforma della giustizia la maggioranza è divisa: il primo a non nascondere la notizia (brutta per il governo e la coalizione trasversale che lo sostiene) è proprio il ministro Andrea Orlando. Alla vigilia del Consiglio dei ministri che discuterà la riforma venerdì 29, Orlando ha dichiarato che ci sono “delle differenze di approccio” fra Pd e Ncd “in ordine anche alle priorità da individuare”.

Su quali siano queste priorità un indizio può arrivare dal fatto che la modifica sulla responsabilità civile dei giudici, parte importante del progetto di riforma presentato prima delle ferie estive da Orlando, arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri sotto forma di disegno di legge delega, un canale legislativo attraverso il quale il governo passa la patata bollente al Parlamento. Il ddl delega prevede che in caso di malagiustizia il cittadino farà ricorso allo Stato che potrà rivalersi sul magistrato fino al 50% dello stipendio.

Renzi bypassa le difficoltà promettendo via Twitter: “Il nostro obiettivo è dimezzare entro mille giorni l’arretrato del civile e garantire il processo civile in primo grado in un anno anziché tre come oggi”.

Tornando alle parole di Orlando e alle divisioni interne alla maggioranza:

“Dalla riunione della maggioranza è emersa una condivisione sui singoli punti dell’insieme delle cose che porteremo in Consiglio dei Ministri”. C’è stato però un “confronto sulle diverse modalità per affrontare questi punti, un confronto che è stato utile e che ha migliorato alcune delle soluzioni”. Il ministro ha poi spiegato che però tutto il lavoro svolto sarà portato al Consiglio dei Ministri: “Una parte riguarda il contrasto alla criminalità economica e il settore civile; l’aspetto ordinamentale del funzionamento della magistratura e una parte riguarda il processo penale. Su tutti questi punti andremo avanti – ha aggiunto – oggi anche con la condivisione che si è rafforzata sull’impianto generale della riforma e con sottolineature che credo debbano essere prese in considerazione e comunque apprezzate adeguatamente nella discussione al Consiglio dei Ministri”.

“Non c’è stato scontro, ma un clima di confronto costruttivo. Su prescrizione e intercettazione ci sono opinioni e approcci diversi”, ha spiegato ai cronisti Walter Verini, componente della delegazione Pd. “Sulle intercettazioni – ha aggiunto – prima di entrare nel merito ci sarà il confronto che il premier ha annunciato. Sulla prescrizione, abbiamo fatto le nostre proposte, alcune sottolineature Ncd le ha fatte, sarà il Consiglio dei ministri a trovare la sintesi”. Noi riteniamo – ha aggiunto Giuseppe Lumia – che la prescrizione debba fare dei provvedimenti” di riforma della giustizia presenti “nel pacchetto del Consiglio dei ministri di venerdì”, mentre “sulle intercettazioni bisogna mantenere l’impegno, prima di intervenire, di ascoltare gli operatori dell’informazione. Per noi – ha sottolineato – intercettazioni e prescrizione vanno separate”.

Dall’altra parte le sottolineature del partito di Alfano. “Ci siamo riservati di approfondire alcuni temi – ha spiegato invece il senatore di Ncd Nicola D’Ascola – su alcuni temi c’è convergenza, altri meritano una riflessione ulteriore”. Tra i punti da approfondire, ha sottolineato, “l’istituto della prescrizione e alcune limitazioni relative alle impugnazioni”, mentre di intercettazioni “si è parlato in modo generico. Il tema non ha costituito oggetto specifico del dibattito. Solo dopo il coinvolgimento della stampa se ne parlerà più dettagliatamente”.

“E’ importante che la riforma della giustizia sia complessiva; cioè che a distanza di mesi non si torni su temi su cui i cittadini sentono parlare da vent’anni, senza concluderli mai”, ha aggiunto il responsabile Giustizia di Ncd, Nico D’Ascola. “Ci siamo riservati di approfondire alcuni temi”, aggiunge D’Ascola spiegando che si riferisce alla riforma della prescrizione e alle limitazioni che si intendono introdurre in materia di impugnazione delle sentenze. La sintesi spetterà al ministro e al premier Matteo Renzi. “Valuteranno loro – anticipa Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, quali dei 12 punti portare dal Cdm e quali rimandare a quello successivo.

Opposizione dura da Forza Italia. Toni molto critici da Forza Italia. La riforma della giustizia prospettata negli incontri di questi giorni e adombrata sui giornali “ha contenuti che ci vedranno all’opposizione in maniera dura”. I patti segreti – si legge sul ‘Mattinale’ la nota politica gruppo di Fi alla Camera – sono quelli con l’Associazione nazionale magistrati, che fa finta di essere scontenta ma gongola, per la soddisfazione dei manettari, ‘Repubblicà in primis, ma non scherza neanche il ‘Corriere'”. “Il Patto Ponzio. Ci sono elementi – si legge ancora, infatti – che fanno pensare a un ‘me ne lavo le mani’, decida il popolo manettaro con il suo sinedrio di magistrati, intanto rinviamo a una legge delega, dove ci si può scrivere di tutto, e fa tutto il governo esautorando il Parlamento o quasi”. “Il Patto Erode – continua l’articolo -. Si allunga la tortura dei processi senza fine, con la dilatazione della prescrizione. Si lascia perdere sulle intercettazioni e la loro pubblicazione, che invece di informare deformano e tagliano la testa alla reputazione della gente, che non c’entra o è innocente fino a prova contraria”.