Riforma lavoro: passa il nuovo articolo 18, primi due sì alla fiducia

Pubblicato il 30 Maggio 2012 20:01 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2012 23:24

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero

ROMA – Il Senato ha approvato la fiducia ai primi 2 dei 4 maxi-emendamenti del governo al ddl lavoro. Nei primi maxi-emendamenti sono contenute misure sull’articolo 18 e sugli ammortizzatori sociali.

Prima fiducia

Tra le misure contenute anche il nuovo articolo 18. I voti a favore sono stati 247, i contrari 33 e un astenuto.

Seconda fiducia

Il Senato ha votato la fiducia al secondo maxi-emendamento del governo al ddl lavoro che contiene i nuovi ammortizzatori sociali, tra cui l’Aspi. I voti favorevoli sono stati 246 i contrari 34.

Il governo ha posto 4 questioni di fiducia sulla riforma del mercato del lavoro all’esame dell’Aula del Senato. Il disegno di legge è stato così spacchettato in altrettanti capitoli che dovrebbero riguardare la flessibilità in entrata, in uscita, ammortizzatori sociali, formazione.

La prima tranche va dal primo articolo al 21 e riguarda sia la flessibilità in entrata sia la flessibilità in uscita, la seconda tranche arriva all’articolo 40 e riguarda gli ammortizzatori sociali, la terza (dall’articolo 40 al 54) si occupa delle norme relative alle tutele in costanza di rapporto di lavoro e degli interventi in favore dei lavoratori anziani e degli incentivi all’occupazione, mentre l’ultima tranche (dall’articolo 55 al 77) si occupa delle politiche attive dell’impiego e delle coperture finanziarie. In tutto dunque gli articoli del ddl sono saliti da 72 a 77.

Fornero

Secondo il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ”più che un compromesso credo si debba parlare di equilibrio”. Ospite della trasmissione Porta a Porta (che andrà in onda il 31 maggio), il ministro risponde alle critiche arrivate dal nuovo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: ”Sarà mio compito spiegare alle imprese che la riforma non è contro di loro, spiegherò che non è una riforma contro le imprese ma una riforma che porta equilibrio”.

E aggiunge: ”Non mi sembra che Squinzi sulla riforma del lavoro abbia tuonato”, anche se ”magari è vero che dal suo punto di vista si poteva fare di più ”.

Elsa Fornero sottolinea che la riforma ”tocca tutte le famiglie e tutte le imprese, riguarda tutto il Paese ed è quindi chiaro che tocca interessi che possono essere contrapposti. Ma credo che quello che è avvenuto in Italia con la riforma, così come hanno fatto altri Paesi, vuol dire che anche l’Italia può trovare un equilibrio buono”.

Il ministro commenta le critiche arrivate da imprese e sindacati sottolineando ”che se ciascuno si pone dalla sua ottica particolare può vedere qualcosa di positivo ma anche dei costi, ma se ci si sforza di porsi in un’ottica più generale credo si possa essere soddisfatti”.

Il ministro ha anche sottolineato ”il buon clima in Senato, con un buon lavoro tra relatori, Commissioni e governo per migliorare il testo. Devo dare atto – dice – di un miglioramento”. Se da imprese e sindacati ”si è avuto paura, da un lato degli imprenditori di trovarsi con oneri maggiori e dall’altro dei lavoratori di trovarsi con meno garanzie, in realtà – ribadisce il ministro – il risultato è un testo equilibrato”.