Riforma lavoro, i 3 'nodi': ammortizzatori, articolo 18, contratti

Pubblicato il 18 Marzo 2012 20:43 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2012 20:59

ROMA, 18 MAR – Riforma degli ammortizzatori, art.18 e contratti: questi in estrema sintesi, i 3 temi 'clou' su cui governo e parti sociali stanno discutendo in queste ore in vista del tavolo di martedi' pomeriggio:

– ART.18: il Governo avrebbe voluto limitare l'obbligo del rientro nel posto di lavoro solo per i licenziamenti discriminatori prevedendo per quelli senza giusta causa o giustificato motivo l'indennizzo economico. La mediazione a cui il Governo sta lavorando e' di lasciare per i licenziamenti disciplinari (giusta causa) la scelta al giudice tra reintegro e risarcimento economico mentre per i motivi economici resterebbe solo l'indennizzo. Su questo c'e' il no di Cgil e Uil.

– AMMORTIZZATORI: il Governo punta a un sussidio di disoccupazione universale che sostituisca l'attuale indennita' di disoccupazione ma anche la mobilita'. Il nuovo sistema rende piu' omogenee le tutele ma ha scatenato la rivolta delle piccole imprese e in particolare degli artigiani che si troverebbero a pagare contributi piu' alti. Potrebbero accettare la parificazione del contributo (all'1,3%) se venisse loro riconosciuta una riduzione dell'aliquota Inail, cassa nella quale commercianti e artigiani risultano largamente in attivo.

– CONTRATTI: il sistema proposto dal Governo prevede per i contratti a tempo determinato un contributo aggiuntivo dell'1,4% mentre per i contratti a progetto dovrebbe arrivare un aumento dei contributi previdenziali (27,72%), avvicinandoli all' aliquota dei lavoratori dipendenti (33%). Dovrebbe essere valorizzato il contratto di apprendistato. Sulla flessibilita' in entrata c'e' preoccupazione da parte delle imprese perche' si prevedono piu' costi e maggiore burocrazia, motivo per cui la Confindustria ha chiesto di ''rivedere la proposta''.