Riforma del lavoro, stop del Pdl. Gasparri: “O cambia o non la votiamo”

Pubblicato il 26 Aprile 2012 19:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2012 22:51

Elsa Fornero (Lapresse)

ROMA – Il premier Mario Monti chiede che venga fatta subito assicurando che garantirà una maggiore flessibilità per le imprese ed una maggiore sicurezza per i lavoratori. Ma sulla riforma del lavoro arriva lo stop del Pdl, una grana non da poco per il premier, che ha più volte sottolineato che proprio da questa riforma “partirà la fase due della ripresa italiana”.

“Il Pdl non appoggerà la riforma sul lavoro così com’è stata presentata dal governo Monti. Chiede invece correzioni sostanziali, altrimenti non ci sarà più collaborazione all’approvazione della legge”. Come ha spiegato a Palazzo Madama il capogruppo Pdl Maurizio Gasparri, “sulla riforma del lavoro attendiamo cambiamenti sostanziali. Il testo così com’è stato presentato, non va bene sulla parte della flessibilità in ingresso”.

“Molte cose vanno cancellate, altre vanno corrette – ha proseguito Gasparri – Se ciò come speriamo avverrà, daremo un contributo ad una rapida approvazione del disegno di legge. Se non dovesse avvenire, lo diremo con chiarezza. Il governo non potrà contare sul nostro appoggio se insistesse su norme che distruggerebbero l’occupazione anziché crearla”, ha detto Gasparri, per poi aggiungere: “il nostro giudizio è quindi sospeso”.

Per il presidente dei senatori Pdl il voto favorevole al Def e la risoluzione “con la quale abbiamo motivato questa nostra scelta rappresentano anche una chiara indicazione al governo per avviare un’azione molto più concreta e incisiva sullo sviluppo. Il Programma Europeo, il cosiddetto ‘growth compact’ auspicato anche da Draghi, diventa urgentissimo”. “L’Europa – ha aggiunto – è in movimento, il governo tecnico italiano, invece, appare troppo legato a una visione della politica economica dell’Unione Europea che potrebbe rivelarsi superata tra poche settimane”.

“Troppi annunci – ha continuato – senza seguito, troppi teorici dello sviluppo che non hanno saputo far altro che rimasticare slogan triti e ritriti. Nella risoluzione indichiamo obiettivi concreti riguardanti il debito pubblico, le infrastrutture, la revisione della spesa pubblica, il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti. Le politiche del governo – ha sottolineato il capogruppo Pdl a palazzo Madama – perdono consenso tra la popolazione perché si rivelano inefficaci sotto il profilo dello sviluppo e dell’occupazione”.

Ma il governo vuole fare in fretta, vuole dare un’accelerata all’approvazione della riforma del lavoro. Il capo del governo continua a ripeterlo, così come continua a ripeterlo anche il ministro del Welfare Elsa Fornero: “L’obiettivo principale è il bene comune: spero che il Parlamento lo comprenda e ci permetta di portare a casa questa riforma in tempi brevi”. Secondo la titolare del Welfare, nei mesi in cui è stata approntata e discussa la riforma del lavoro non è sempre passata “l’idea che si lavorasse per il bene comune”.

Secondo Fornero, la riforma portata dal governo in parlamento ha lo scopo di “costruire un mercato del lavoro più inclusivo e di dare possibilità di lavoro a tutte le persone adulte”. La riforma arriva, infatti, in un momento di pesante crisi economica. “Purtroppo sono momenti nei quali il lavoro si contrae – ha sottolineato il ministro – ma noi dobbiamo fronteggiare la crisi in modo dignitoso e con equità e guardare oltre questa crisi”. Tutto questo perché,è il ragionamento della Fornero, le riforme vanno fatte “non tanto per affrontare i momenti difficili ma per traghettare il Paese verso un futuro in cui il lavoro sia un bene comune”.