Riforma P.a. passa: dirigenti mai a vita e licenziabili, bollette-multe via sms

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 agosto 2015 12:43 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2015 13:11
Riforma P.a. passa: dirigenti mai a vita e licenziabili, bollette-multe via sms

Riforma P.a. passa: dirigenti mai a vita e licenziabili, bollette-multe via sms: il tweet di Renzi

ROMA – Dirigenti non più a vita e licenziabili, bollette e multe fino a 50 euro pagabili con un sms, amministrazioni avranno 90 giorni di tempo per rispondere poi scatterà il silenzio assenso. E poi il Corpo Forestale assorbito dai carabinieri, le Camere di commercio passeranno da 105 a 60: queste le novità più importanti della riforma della Pubblica Amministrazione è diventata legge dopo che il Senato ha votato sì alla fiducia.

La riforma è stata approvata con 145 voti a favore. I contrari sono invece stati 97 e nessun astenuto. A favore della delega hanno votato Alleanza popolare e Pd. Si sono detti contrari al ddl M5s, Fi, Ln, Cri, Sel, Gal ed Ala. Dopo la votazione, Renzi ha scritto su Twitter: “Un altro tassello: approvata la riforma della P.A., #lavoltabuona. Un abbraccio agli amici gufi”.

La riforma della P.A. diventa così legge, le prossime tappe sono, dopo la firma del Capo dello Stato, la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma soprattutto si apre la fase di attuazione. Essendo una legge delega la messa a punto dei decreti legislativi rappresenta un capitolo cardine.

Ci sono oltre 15 deleghe a cui seguiranno altrettanti, e forse più, provvedimenti: si va dalla razionalizzazione delle partecipate pubbliche al riordino della dirigenza, dalla digitalizzazione dei servizi al processo contabile, dal taglio delle prefetture a quello delle camere di commercio. Ma ci sono delle misure che si possono definire auto-applicative, come la definizione di un meccanismo per il silenzio assenso tra amministrazioni con tempi certi, per cui dopo 30 giorni, massimo 90, in caso di mancata risposta, si intende ottenuto il via libera.

Risultano di immediata attuazione anche i limiti all’autotutela, per cui si mettono dei paletti ai poteri dello Stato di intervenire a sua difesa. Tuttavia anche per le deleghe il Governo ha fatto subito sapere di voler procedere in tempi brevi. E se la pubblicazione in Gazzetta avverrà presto, si punta a presentare il primo pacchetto di decreti attuativi già al primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva.