Riforma PA: stop dirigenti condannati e no voto di laurea per concorsi pubblici

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 luglio 2015 0:32 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2015 0:36
Riforma PA: stop dirigenti condannati e no voto di laurea per concorsi pubblici

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia (Foto Ansa)

ROMA – Stop ai dirigenti della Pubblica Amministrazione condannati per danno erariale e niente più voto di laurea come barriera per l’accesso ai concorsi pubblici. Questi gli ultimi due emendamenti alla Riforma P.A. approvati nella tarda serata di giovedì alla Camera.

La prima modifica arriva dal M5s, la seconda dal Pd. Quanto ai dirigenti si delega il governo a prevedere i casi in cui, in presenza di condotta dolosa, la condanna, anche non definitiva, della Corte dei Conti porta alla revoca dell’incarico o al suo mancato conferimento. Almeno quando si hanno di fronte dirigenti che ricoprono posizioni “sensibili”, a rischio corruzione.

Il cambiamento introdotto in fatto di concorsi non è da meno: non sarà più necessario esibire un voto minimo di laurea per potere prendere parte a selezioni pubbliche.

Di seguito i principali punti della riforma che la Camera si accinge a varare: in nottata è stato votato l’intero articolato. Il via libera definitivo è previsto per venerdì mattina, alla ripresa dei lavori dell’Aula alle 9:30. L’Assemblea prima del voto conclusivo è chiamata anche a pronunciarsi sugli oltre cento ordini del giorno presentati al ddl.

STRETTA SU DIRIGENTI. Anche i vertici diventano licenziabili, potranno essere messi alla porta nei casi in cui saranno valutati negativamente. Tuttavia pur di non essere mandato via il dirigente potrà chiedere di essere ‘demansionato’. Gli incarichi non saranno più ‘a vita’.

LICENZIAMENTI FACILI. Quando scatta un’azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull’articolo 18, la reintegra resterebbe.

POTERI A INPS SU ASSENZE. Niente più finti malati. Per centrare l’obiettivo le funzioni di controllo e le relative risorse passano dalle Asl all’Inps.

PENSIONATI IN P.A. Il tetto di un anno vale solo per i ruoli direttivi (senza possibilità di rinnovo). Le altre cariche e collaborazioni sono “comunque” consentite. Resta confermato per tutte le posizioni affidate a pensionati il vicolo della gratuità (costo zero).

SCOMPARE FORESTALE, RIORDINO FORZE. Il ddl pone le basi per l’accorpamento della Forestale in un’altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri). Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze, dando spazio al merito.

SCURE SU PARTECIPATE. Verranno ridotte e per quelle che gestiscono servizi pubblici si prevede un numero massimo di ‘rossi’ dopo cui scatta la liquidazione. Si apre anche al commissariamento. Si va verso un dimezzamento delle camere di commercio. –

TAGLIO PREFETTURE. Si va verso un taglio netto che potrebbe portare anche a un dimezzamento, quel che ne rimarrà andrà a finire nell’Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra P.A. periferica e cittadini. Si farà piazza pulita degli uffici doppioni tra ministeri e Authority.

GRANDI OPERE. Un ‘taglia burocrazia’, al fine di semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale o di interventi con effetti positivi sull’occupazione.

POTERI A PALAZZO CHIGI. Verranno precisate le funzioni di palazzo Chigi per il mantenimento dell’unità di indirizzo. Un rafforzamento della collegialità che si ritrova anche nelle nomine di competenza, in modo che le scelte passino per il Cdm. La delega riguarda pure la definizione delle competenze in materia di vigilanza sulle agenzie fiscali (come le Entrate).

P.A. DIGITALE. Arriva la ‘carta della cittadinanza digitale’, con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. A guidare la svolta digitale ci penserà un dirigente ad hoc.

FREEDOM OF INFORMATION ACT ITALIANO. Tutti avranno il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della P.A. Lo scopo è quello di spalancare gli archivi pubblici, anche se restano dei paletti, così da rendere possibile un controllo a 360 gradi anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

NUMERO UNICO PER EMERGENZE. Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L’idea è quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato.

LIBRETTO UNICO AUTO. Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione. Si va infatti verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto. .