Riforma pensioni, Pd fibrilla. Bersani: "Non è tutto ok"

Pubblicato il 30 Novembre 2011 20:13 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2011 20:14

ROMA, 30 NOV – Gli incontri tra il premier Mario Monti e i vari leader di partito non sono stati ancora fissati ed e' difficile che si svolgano prima di venerdi'. Ma nei partiti sale la temperatura sulle ipotesi di misure anti-crisi che il governo varera' lunedi'.

Il Pd domani, in un vertice, cerchera' una sintesi interna sulle pensioni e sul mercato del lavoro ma Pier Luigi Bersani ha gia' chiarito che il faro dei democratici e' l'equita': ''Sulla riforma previdenziale vedremo di che si tratta, su alcuni punti potremmo essere d'accordo, su altri no''.

Finora, a quanto si apprende da fonti parlamentari, nessun partito conosce quali provvedimenti il governo adottera' e l'entita' della manovra. Ma le indiscrezioni alimentano dibattiti e levate di scudi preventivi. Il deputato Pdl Antonio Mazzocchi cerca di coinvolgere i parlamentari dei vari schieramenti in una raccolta di firme, con tanto di banchetti, contro la reintroduzione dell'Ici. E ancora ieri l'ex premier Silvio Berlusconi ha sbarrato la strada a qualsiasi ipotesi di patrimoniale. Veto che dal canto suo il Pd non accetta: ''Nel centrodestra – tuona Bersani – si scherza con il fuoco, e' evidente che se sono misure che chiamano ad uno sforzo collettivo, i patrimoni rilevanti a cominciare da quelli immobiliari non possono essere esentati''.

Il Pd, secondo un'espressione dello stesso segretario democratico, e' pronto a ''ingoiare rospi'' per rimettere in carreggiata i conti e rilanciare la crescita. Ma la condizione ineludibile e' che i sacrifici siano ripartiti per tutti a partire dal fatto che ''chi ha di piu' deve dare di piu'''. Solo se questo principio sara' rispettato, il Pd e' pronto ad approvare misure sfidando il proprio elettorato.

Bersani ha fiducia in Monti e sul ministro del Welfare Elsa Fornero. Ma le prime indiscrezioni sulla riforma delle pensioni non lo hanno convinto del tutto. D'altra parte il segretario Pd deve cercare di convincere tutti dentro il partito, anche chi come l'ex ministro Cesare Damiano ritiene ''improponibile'' un intervento sulle pensioni di anzianita' in linea con l'altola' arrivato oggi dai sindacati. ''Accetteremo misure che non sono nostre al 100 per cento ma abbiamo da dire la nostra'', ripete Bersani che all'innalzamento tout court dell'eta' pensionabile preferirebbe la proposta del Pd di un sistema flessibile, costruito sulla logica degli incentivi e disincentivi tra i 62 e i 70 anni. E anche sull'ipotesi del mancato adeguamento all'inflazione per un anno il Pd vorrebbe che fossero esentate le pensioni piu' basse.

Se il Pd aspetta il confronto con il premier, chi non ne sente bisogno e' il leader Udc Pier Ferdinando Casini. ''Non servono riunioni preventive – spiega – aspettiamo il governo in Parlamento, dove ci assumeremo la responsabilita' di dire si' alle misure. Il messaggio che mandiamo a Monti e' uno: faccia qualcosa per le famiglie''.