Riforma Senato, dipendenti contro tagli stipendi: “Noi capri espiatori”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2014 21:56 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2014 21:56
Riforma Senato, dipendenti contro tagli stipendi: "Noi capri espiatori"

Riforma Senato, dipendenti contro tagli stipendi: “Noi capri espiatori”

ROMA – “Non siamo dei capri espiatori“. Le organizzazioni sindacali dei dipendenti del Senato criticano i “tagli stipendiali” decisi dagli organi della Presidenza. Secondo i dipendenti i tagli non tutelano il loro lavoro e sarebbero privi di criterio e causa giustificatrice.

Nel comunicato diramato si legge:

“Le OO.SS. del Senato, dopo aver chiesto invano, unitamente a quelle della Camera dei deputati, di essere ascoltate dai rispettivi Organi collegiali di Presidenza onde scongiurare l’illegittimità e l’incostituzionalità delle misure di taglio stipendiale a danno dei dipendenti delle Amministrazioni parlamentari, hanno rilevato unitariamente nel corso della riunione odierna congiunta dei due Organismi preposti alle questioni del personale che una scelta come quella illustrata è quanto di più lontano dall’equità si possa immaginare perché usando strumentalmente il tema della crisi riduce i dipendenti degli Organi costituzionali e del Parlamento in particolare, a capri espiatori, utili da sacrificare per scopi politici”.

Questa manovra,

“è irrispettosa di qualsiasi criterio di ragionevolezza (il quantum del taglio sarebbe addirittura superiore al massimo del contributo pensionistico recentemente applicato sulle pensioni più alte), priva di una vera causa giustificatrice ed anche del rispetto di qualsiasi criterio di tutela extra-lavoristica (sperequazione rispetto all’imposizione fiscale, lesione dell’indipendenza e della neutralità delle funzioni svolte, lesione del principio di uguaglianza). E’ una manovra alla quale si vorrebbe dare addirittura una valenza etica facendola passare come atto di solidarietà e sensibilità verso i più deboli e dunque di equità sociale quando non lo è affatto”.

Invece,

“non si sta mettendo a punto un’operazione seria di contenimento della spesa – sulla quale i sindacati ribadiscono di avere più volte dichiarato – di essere dispostissimi a ragionare e a formulare proposte, ma si sta, invece, compiendo uno degli atti più significativi (forse il primo di una lunga serie) di attacco frontale al valore del lavoro pubblico e di quello al servizio del Parlamento aprendo così, per ogni cittadino, una breccia nella certezza del diritto”.