Riforme, Berlusconi: Dialogo? Auspicabile ma non mi illudo

Pubblicato il 30 Marzo 2010 20:04 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 21:01

Il dialogo è sempre auspicabile, ma é inutile farsi troppe illusioni. Silvio Berlusconi accoglie con cautela le parole di Pier Luigi Bersani sulle riforme. Il premier non ha replicato direttamente al leader del Pd che oggi ha aperto all’ipotesi di un confronto con il governo sulle “soluzioni vere” necessarie al Paese. In privato, però, secondo una ricostruzione dell’Ansa, non ha mancato di sottolineare come una semplice dichiarazione non basti a far presagire un imminente miglioramento nei rapporti fra maggioranza e opposizione.

Per verificare se vi siano margini per il dialogo – è stato il ragionamento fatto dal premier con i più stretti collaboratori – occorrerà attendere il centrosinistra alla prova dei fatti. In questi giorni il Cavaliere ha ribadito di essere rimasto deluso dalla dirigenza del Pd. Sono “ammanettati” ad Antonio Di Pietro, ha ripetuto nelle settimane precedenti al voto. Toni forti, dovuti principalmente alla campagna elettorale.

Ma anche oggi, ad urne chiuse, la sua posizione non è cambiata di molto. In queste ore, pensando alle tante riforme che intende affrontare, il Cavaliere ha ragionato su quale contributo possa arrivare dal Pd. E la conclusione, riferita da chi ha potuto ascoltarlo, suona più o meno così: fermo restando che la maggioranza ha i numeri per andare avanti da sola e procedere all’ammodernando delle istituzioni, della giustizia e del fisco, un miglioramento del clima politico che renda possibili riforme condivise è certamente auspicabile.

Perché si possa aprire una nuova stagione, ha però ammonito Berlusconi, è necessario che i democratici abbandonino gli attacchi personali al presidente del Consiglio e prendano una volta per tutte le distanze dall’Idv.