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Senatori, no indennità e mai più a vita. L’immunità rimane. M5s nuovo Aventino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Agosto 2014 16:12 | Ultimo aggiornamento: 4 Agosto 2014 20:52
Riforme costituzionali, M5s nuovo Aventino: fuori da aula, non vota emendamenti

I banchi vuoti dei senatori del Movimento 5 Stelle (foto Ansa)

ROMA – Novità per i senatori: non prenderanno più indennità e non potranno essere più nominati a vita dal presidente della Repubblica. Ma l’immunità rimane. L’Aula del Senato ha infatti bocciato tutti gli emendamenti aggiuntivi all’articolo 8 del disegno di legge sulle riforme costituzionale. Cioè tutti gli emendamenti relativi all’immunità. Il testo della Commissione Affari Costituzionali resta, su questo punto, quindi invariato. Tradotto, per i membri del futuro Senato, così come per i deputati, è prevista l’immunità.

I senatori del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato l’aula del Senato. Di nuovo, è la seconda volta in 3 giorni. Stavolta si stavano votando gli emendamenti al disegno di legge riforme costituzionali. Venerdì 1 agosto erano usciti prima della votazione sulla riforma del Senato.

“Questa porcata di riforma non merita la nostra partecipazione in Aula”. Così Vito Petrocelli, capogruppo del M5S al Senato, ha confermato che anche oggi il gruppo grillino non sarà in Aula nel corso delle votazioni agli emendamenti sul ddl riforme costituzionali.

Nel frattempo l’Aula del Senato ha approvato l’articolo 3 del ddl riforme costituzionali relativo ai senatori di nomina presidenziale, e che prevede, per questi ultimi, un mandato non rinnovabile di 7 anni. Il via libera dell’Aula giunge con 184 sì, 12 no e 11 astenuti.In poche parole, i senatori nominati dal presidente della Repubblica non saranno più a vita.

L’art. 3 prevede la sostituzione del secondo comma dell’art 59 della Costituzione, fermo restando la norma secondo la quale i presidenti della Repubblica sono, di diritto, senatori a vita.

L’Aula del Senato ha poi approvato anche l’articolo 4 del ddl riforme costituzionali, relativo alla durata della Camera dei deputati, con il quale si ‘cancella’ la parola Senato dall’articolo 60 della Costituzione sulla durata delle Camere sulla non prorogabilità di quest’ultima se non per legge o in caso di guerra. L’ok di Palazzo Madama arriva con 184 voti favorevoli, 14 no e 9 astenuti.

“I relatori restano al testo introdotto in commissione e dalla commissione approvato, ovvero la restaurazione del regime vigente”. Così la senatrice Pd Anna Finocchiaro, replicando ad una sollecitazione di Vannino Chiti in Aula ha sottolineato la conferma del testo uscito dalla Commissione, che prevede l’immunità anche per i senatori.

L’opinione che è emersa allora” in Commissione affari Costituzionali “è quella fatta propria dal governo”, aggiunge il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti, sottolineando come, in ogni caso, sull’immunità “il confronto sia aperto” in Aula. Il nodo è contenuto negli emendamenti aggiuntivi all’art.8, per ora esclusi dalla votazione in Assemblea

L’aula del Senato dà l’ok all’articolo 8, che conferma l’assenza di vincolo di mandato per i parlamentari previsto dall‘art.67 della Costituzione. Il sì dell’Assemblea giunge con 194 sì, 10 no e 4 astenuti.

Via libera dell’Aula del Senato anche all’articolo 9 del ddl relativo alla previsione dell’indennità parlamentare per la sola Camera dei deputati. L’indennità dei futuri senatori viene così esclusa. Il sì dell’Aula giunge con 193 voti favorevoli, 9 contrari e 8 astenuti.