Riforme, i dubbi di Berlusconi: “Renzi ora sbaglia. Andrà presto a sbattere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2014 10:20 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2014 10:21
I dubbi di Berlusconi: “Renzi ora sbaglia. Andrà presto a sbattere”

Berlusconi (LaPresse)

ROMA – “Così Renzi va a sbattere, io lo avevo previsto”. Esagerato definire Silvio Berlusconi preoccupato per l’esito della riforma al Senato, ma certo per tutto il giorno ha tenuto sotto controllo quanto accadeva, in contatto con Denis Verdini e Paolo Romani. E in serata, incontrando vari parlamentari a Palazzo Grazioli, ha tirato le somme non prevedendo nulla di buono. «Questa fretta di Renzi poteva essere evitata, io lo avevo suggerito», dice adesso l’ex premier, disponibile se servirà a un nuovo faccia a faccia (e a tendere la mano d’aiuto) col presidente del Consiglio.

Il fatto è che, nonostante le rassicurazioni del capogruppo forzista Paolo Romani (“Non faremo scherzetti”), anche la loro squadra a Palazzo Madama è in ebollizione. Già ieri, 23 luglio, in 14 hanno votato in dissenso sull’emendamento relativo all’abrogazione delle circoscrizioni estere. Tira brutta aria insomma e le voci iniziate a circolare su un possibile tracollo con conseguente crisi e voto anticipato, magari in primavera, hanno mandato in fibrillazione anche loro. Berlusconi ostenta serenità.

Scrive Carmelo Lopapa su Repubblica:

“Dopo la sentenza mi hanno detto che abbiamo recuperato ben due punti, siamo già al 17,5 per cento, senza che io abbia detto o fatto nulla» si vantava in serata tra un incontro e l’altro con deputati e amici in vena di congratulazioni post assoluzione. È la ragione per cui intende portare avanti la strategia dell’inabissamento, del silenzio, zero dichiarazioni e anche ieri ha rinunciato alla kermesse dei giovani di “Azzurra libertà” alla sede del partito. E siccome c’è un partito da ricompattare, i dissidenti da far rientrare, dopo tanti rinvii è in agenda questa mattina a Palazzo Grazioli il faccia a faccia con Raffaele Fitto. Cocci da riattaccare prima insistere sulla federazione del centrodestra, dopo aver lanciato la pietra, ora si ferma e attende, predicando ai suoi calma e cautela. «Non c’è alcuna fretta, ci sono i tempi per aprire un ragionamento, ma per vincere dobbiamo tornare insieme» spiega l’eurodeputato e braccio destro Giovanni Toti.

Il Nuovo centrodestra resta segnato dalla minoranza intenzionata a tenere più che aperto il dialogo con Berlusconi. Angelino Alfano è convinto — come spiegava ieri sera ai “fondatori” riuniti in vista dell’assemblea di sabato — di tenere tutti nel nuovo contenitore. L’annuncio proprio fra due giorni, la creazione di gruppi unitari tra Ncd, Udc, ex Scelta civica, Mario Mauro per dar vita a una formazione di un centinaio di parlamentari, in grado di trattare su basi più solide con Renzi. Primo passo della “Costituente popolare”, nuovo logo che cancellerà la parola destra. Piace a Cicchitto, Schifani, Quagliariello, Sacconi, Lorenzin,insomma alla maggioranza, meno alla capogruppo Nunzia De Girolamo o a Barbara Saltamartini. Due sere fa Alfano ha chiuso a fatica le ostilità nella resa dei conti interna («La linea la detto io, chi non ci sta mi faccia sfiduciare»), tra attacchi di Quagliariello, Cicchitto, Vicari e altri a De Girolamo e Saltamartini, col ministro Maurizio Lupi che mediava (…)