Rigoletto o MotoGp? Italia indecisa davanti alla tv, mentre con le Velone Berlusconi gode

Pubblicato il 5 Settembre 2010 14:06 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2010 15:00

Ci sarà forse qualche litigio nelle famiglie italiane per la scelta di cosa vedere in tv oggi all’ora di pranzo: l’opera lirica “Rigoletto” in versione tv su Rai 1 (trasmessa contemporaneamente dal teatro Bibiena di Mantova in 148 paesi) o il moto mondiale su Canale 5? Forse non ce ne saranno tanti di litigi, visto che la prima puntata del kolossan lirico “Rigoletto” è stata vista da 2 milioni e mezzo di persone. Un risultato eccellente in termini assoluti, anche se al di sotto delle aspettative, perché pensare tanta gente seduta davanti alla tv a guardare un’opera vecchia un secolo e mezzo non può non riempire d’orgoglio anche Giuseppe Verdi nel suo seggio nell’Empireo.

Ma si tratta comunque di un risultato che non è bastato perché l’esperimento della lirica in tv potesse battere un programma “trash” come “Velone” su Canale5. Il 21,7% di share per le tardone che aspirano a mettersi in mostra, contro il 14,6% di Rigoletto. Sarebbe facile dire che è la parabola culturale dell’Italia di oggi, e che ahinoi il trash vince sempre sulla cultura. Ma si deve sempre pensare che in era pre tv il destino di quelle masse così disprezzate dagli inytellettuali sarebbe stato quello di andarsene a dormire dopo una sana razione di polenta o minestrone.

Invece, quel che deve preoccupare è il fatto che con scelte di alto livello culturale come l’opera in prima serata a Berlusconi e alle sue tv non serve sforzarsi per vincere sugli ascolti, c’è la Rai che pensa a fare dei palinsesti che non tengono conto di cosa offre il principale concorrente e a un programma “pop” e seguitissimo come “Velone” contrappone un’opera lirica in versione tv (che non è mai come dal vivo) per di più all’ora di cena.

Si tratta di un vero uno due al fegato della Rai, perché piazzare la seconda parte del Rigoletto contro la diretta del MotoGp o è un suicidio voluto voluto o un atto di pura incompetenza.

Rimane comunque, ed è il caso di sottolinearlo, il fatto che sabato sera a vedere il primo atto del Rigoletto si sono sintonizzati ben due milioni e mezzo di telespettatori. Oggi domenica tocca agli altri atti, che verranno trasmessi su RaiUno alle 14 e alle 23,30. E così, dopo Tosca nel ’92 a Roma e Traviata nel 2000, ora è Rigoletto ad essere rappresentato nei luoghi storici dove si svolge la scena. Palazzo Te, Palazzo Ducale, e la Rocca di Sparafucile a Mantova entrano nelle case di milioni di persone in tutto il mondo con la diretta tv.

Già ieri il kolossal ha convinto e ha commosso. Il tenore Placido Domingo, al suo esordio su un grande palcoscenico nella parte del buffone di corte uscito dalla mente da Victor Hugo e messo in musica da Giuseppe Verdi, ha dato il meglio di sè. Aspettava l’occasione giusta e questa è senz’altro unica. “Guardatelo, spero che questo accrescerà il vostro interesse e la vostra simpatia per l’Italia”, è stato il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, andato in onda prima del via.

A dirigere l’orchestra della Rai è Zubin Metha al teatro Bibiena. Fa arrivare le note agli artisti attraverso altoparlanti e monitor. Palazzo Te si trasforma in un set cinematografico. Camion, luci, telecamere. La casa del Rigoletto è costruita in cartongesso, nelle stanze storiche del palazzo dietro gli arazzi sono nascosti cavi, microfoni, casse. Alla regia c’e’ Marco Bellocchio. Sceglie tanti primopiano per esaltare le capacita’ espressive di Domingo e di Vittorio Grigolo, splendido duca di Mantova.”Ho fortemente voluto Bellocchio”, ha detto Andrea Andermann, che ha ideato la rappresentazione. Ha anche preteso Domingo, che non ha tradito. “E’ stato meraviglioso”, ha commentato il tenore visibilmente commosso.

A realizzare il difficile lavoro di illuminazione delle scene in ombra il premio Oscar, Vittorio Storaro. “Un’emozione paragonabile a quella che ho provato salendo i gradini a Los Angeles”, ha affermato dopo lo spettacolo. Un kolossal, ma anche uno spettacolo popolare con la lirica abbandona i teatri e finisce sulle tv di 148 Paesi. “Forse con questo Rigoletto vinceremo anche noi un Davide di Donatello”, ha detto il maestro Metha rivolgendosi a Bellocchio. Un miliardo saranno gli spettatori in tutto il mondo, secondo gli organizzatori. La Rai e’ scesa in campo con tutte le sue forze per la realizzazione dello spettacolo, trasmesso in diretta da Raiuno e dalla radio.