Voci dalla Camera: Gelmini e Santanché dietro l’agguato a Fini?

Pubblicato il 27 ottobre 2011 11:15 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 11:15

ROMA – L’agguato del 26 ottobre al presidente della Camera Gianfranco Fini sarebbe stato organizzato da Mariastella Gelmini e da Daniela Santanché. A sostenerlo sono i finiani, che hanno affidato a Monica Guerzoni del Corriere della Sera le voci che giungono dalla Camera. Non un caso la rissa alla camera, definita come il “Transatlantico di Montecitorio” ma il frutto di “una manovra studiata a tavolino” per sviare l’opinione pubblica dai veri problemi di questo governo secondo i finiani. La Santanché ha subito rilasciato la sua smentita. Al momento della rissa lei era impegnata in una riunione. Giura anche sull’innocenza della Gelmini, e afferma che tutto è dipeso “da come si è comportato Fini martedì in tv”.

Un problema politico politico secondo le “sospettate”, che dipende solo da Fini: “non può avere la botte piena e la moglie ubriaca – e la Santanché aggiunge -.   I cittadini sono stufi e mi viene un sospetto. Fini è l’unico politico che ha avuto un avviso di garanzia sulla casa di Montecarlo senza che nessuno sapesse o scrivesse nulla fino all’archiviazione. Ci vuole un bel coraggio a parlare della moglie di Bossi quando si ha quella moglie e quel cognato… Fini guardi in casa sua”.

I toni forti di Fini sono però dovuti alla campagna elettorale in vista di possibili urne anticipate, come spiega a “La telefonata” Italo Bocchino di Fli: “Visto che siamo convinti che si voterà a marzo abbiamo dato inizio alla campagna elettorale”. Interventi più politici che hanno permesso ad Fli “un recupero di un punto in dieci giorni”, ma che potrebbero creare problemi con gli alleati dell’Udc. Ma ieri alla Camera Pire Ferdinando Casini ha mostrato la sua lealtà all’alleato, dicendo di Fini: “Si è sempre comportato in modo imparziale…”.