Chiude il ristorante della Camera, ora per gli onorevoli un self-service

Pubblicato il 23 novembre 2011 20:49 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2011 20:50

ROMA – Tempi grami, tempi di crisi. Tempi di austerity, è la novità del governo Monti. Che lascia la sua impronta anche sulla tavola-simbolo della cosiddetta “casta”, termine ormai abusato per identificare qualsiasi comportamento criticabile dei politici in nome del loro privilegio. Sull’onda del nuovo clima potrebbe sparire il ristorante della Camera, quello dove i nostri onorevoli deputati pasteggiavano per pochi spiccioli prima che il pubblico scandalo costringesse a rivedere i prezzi. Ebbene il ristorante dovrebbe cedere il passo a un self service, decisamente più consono ai tempi.

Mercoledì era prevista una riunione dei questori della Camera per decidere sulla questione ma tutto è stato rimandato alla prossima settimana. Se il ristorante verrà chiuso, i self service diventerebbero due: uno, già esistente, per i dipendenti, e uno per gli onorevoli. A dicembre poi dovranno essere rinnovati i contratti di appalto alle società di ristoro in scadenza e così si dovrebbero unificare i bandi, con un notevole risparmio di spese e personale. Naturalmente anche i menù cambieranno, favorendo una politica dei costi più contenuti.

Non sono pochi gli episodi che riguardano il ristorante. Uno lo ricorda Libero: A uno dei due tavoli riservati alla stampa, si legge nelle cronache di allora, due giornalisti della carta stampata e delle agenzie aspettavano altri colleghi. Era una giornata di grande ressa (Parlamento in seduta comune per eleggere i membri laici del Csm), e alcuni onorevoli si avvicinarono per occupare i posti liberi. Un cronista dell’Unità, Giorgio Frasca Polara mostrò il cartellino “riservato ai giornalisti della stampa parlamentare”. Ma un deputato di An Achille Enoc Mariano replicò dandogli dell’ “arrogante”. Uno dei parlamentari rimasto in piedi, Antonio Lia (Ppi), rivolto ai suoi colleghi sbottò: “Non ti puoi sedere: questi posti sono riservati ai culetti d’oro dei giornalisti…”.