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Piccoli e sinistra Pd, assedio a Renzi: “Patto con Berlusconi e sarà crisi”

Matteo Renzi

Matteo Renzi

ROMA – Nuovo centrodestra e Scelta civica, ma anche ala bersaniana del Pd: rivolta contro Matteo Renzi. Piccoli partiti e un’ala, consistente, del Pd che non vogliono il modello spagnolo, soprattutto non vogliono che il segretario Pd stringa l’accordo sulla legge elettorale avendo come interlocutore privilegiato Silvio Berlusconi. “Altrimenti è crisi”, minacciano in coro alla vigilia dell’incontro Renzi-Berlusconi che dovrebbe avvenire sabato o domenica nella sede del Pd.

Il modello spagnolo penalizza i piccoli partiti, proprio quelli cui Renzi vorrebbe togliere il potere di veto che storicamente ha fatto cadere più di un governo. Ma Alfano e Monti minacciano la crisi di governo: loro preferiscono un doppio turno con premio di maggioranza con collegi da studiare nelle loro dimensioni.

Ncd, Scelta Civica e anche i Popolari per l’Italia chiedono quindi la convocazione immediata di un vertice di maggioranza: obiettivo, evitare che il già gracile equilibrio su cui si regge il governo possa provocare una crisi al buio.

Ai bersaniani non va giù considerare Berlusconi interlocutore “Se domani si chiude il patto Berlusconi-Renzi che esclude tutti gli altri, la maggioranza finisce domani”. Lo dice il deputato bersaniano Alfredo D’Attorre:

“Per fare un accordo con Verdini, non possiamo resuscitare in un solo colpo il Porcellum e Berlusconi. E sarebbe il caso che Renzi non facesse caricature sullo scontro tra proporzionalisti e anti-proporzionalisti perché nessuno ha proposto il voto col sistema della Consulta”.

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