Roberto Burioni, medico pro vaccini: “Ecco perché ho detto no al Pd”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 gennaio 2018 16:37 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2018 16:37
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Roberto Burioni

ROMA – Il professor Roberto Burioni è intervenuto ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

Il medico, professore di Microbiologia e e Virologia al San Raffaele di Milano, ha parlato degli haters sui social: “Me ne dicono di tutti i colori. Addirittura c’era chi temeva che io fossi un rettiliano, alieno, proveniente da una stella. Mi hanno detto di tutto, anche corrotto, venduto. Non sanno però che io sono titolare di molti brevetti, ma di farmaci alternativi ai vaccini. Rispondo sempre che sono un grande tifoso della Lazio, possono dirmi di tutto ma non romanista. Altrimenti li porto in tribunale. Altri insulti? Una volta mi hanno dato del satanista piddino”.

Sul fatto che i vaccini siano entrati in campagna elettorale: “Non mi aspettavo questo dibattito, quando due anni fa ho iniziato a raccontare in un gruppo di mamme le vaccinazioni, non pensavo che ci fosse qualcuno tanto sciocco da mettere in dubbio l’utilità e la sicurezza di questa cosa. E’ come dire che non servono i paracadute quando si cade dal cielo. Mi stupisce ancora di più che ci siano politici che quotidianamente dicano sciocchezze sui vaccini. Intendiamoci, l’obbligo è una questione politica, fermo restando che noi dobbiamo fare in modo che il tasso di vaccinazione sia il più alto possibile si può discutere su quale sia il miglior modo per farlo alzare. Ma non si può dire che dieci vaccini siano troppi o che il morbillo è un tagliando. Sono contento che siano entrati nella campagna elettorale, perché così è possibile smascherare chi dice sciocchezze. Chi dice sciocchezze sui vaccini può dirle anche sull’economia e sulla gestione della cosa pubblica”.

Burioni ha scelto di non candidarsi con il Partito Democratico: “Sono stato onorato dall’offerta che mi ha fatto Matteo Renzi, che ammiro per il coraggio con cui si è schierato a favore della scienza. Penso però di essere più utile al mio Paese come fuori dal Parlamento, da indipendente. Io non vedo la politica come un qualcosa di sporco, la considero un’occupazione nobile, è un dovere del cittadino dare allo Stato quello che sa. Ho pensato di poter dare di più rimanendo una voce indipendente, così se ora bacchetto qualche politico nessuno mi potrà dire che sono in campagna elettorale. Chi mi fa più arrabbiare tra M5S e Salvini? Devo dire che ultimamente ne dice più spesso Salvini. Parlo da professore, non da politico. Sui vaccini dice cose gravi. Non ho visto le loro posizioni sui vaccini comunque,negli ultimi mesi si sono stratificati diversi punti di vista. Il Movimento Cinque Stelle è sostanzialmente contrario all’obbligo, dovrebbe fare chiarezza sul fatto che i vaccini siano utili e non dannosi e liberarsi di quel sottobosco di oscurantisti che credono a cose senza senso: Mi riservo il giudizio. Questa legge, però mi pare funzioni”.

Sulla paura nei confronti dei vaccini: “Fare paura è molto facile. Insinuare la paura è semplice, basta mettere in giro delle voci. E’ nostro dovere sconfiggere queste paure. I vaccini sono i farmaci più sicuri che abbiamo. Piuttosto se le mamme hanno paura è perché gli antivaccinisti hanno fatto il proprio lavoro, mentre lo Stato non ha fatto campagne efficaci. Va bene mettere l’obbligo, ma servono anche una migliore e maggiore comunicazione. Non si può aspettare che Burioni abbia mezzora libera per scrivere su Facebook che i vaccini non fanno venire l’autismo. E’ un dovere dello Stato attraverso il Ministero della Salute fare delle campagne efficaci. La rete non può essere terreno di conquista degli antivaccinisti”.