Roberto Cassago, assessore che sparò tappo nel quadro ‘700: “1000€ , pago io”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2014 14:05 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2014 14:05
Roberto Cassago, assessore che sparò tappo nel quadro '700: "1000€ , pago io"

Roberto Cassago

MILANO – Roberto Cassago, assessore Ncd al Personale e ai Sistemi informatici della Provincia di Milano, si autodenuncia: “Sono stato io a bucare il quadro del ‘700 e sono pronto a risarcire il danno”. E’ lui l’assessore maldestro che ha sparato il tappo di spumante dritto in mezzo all’incolpevole tela, poi rattoppata alla meno peggio con del nastro adesivo. Dopo tanti misteri e silenzi è uscito allo scoperto e senza troppi drammi racconta come è andata.

Intervistato da Marco Bresolin per il quotidiano la Stampa, Cassago ride e scherza. “Dicono che il colpevole sia un assessore ex socialista”, domanda retorico il giornalista e Cassago rompe subito il ghiaccio:

“Mi autodenuncio: sì, sono stato io. Però guardi che tendenzialmente sono ancora socialista. Poi, di volta in volta, voto a seconda dei candidati”

Il brindisi della bravata si è tenuto giovedì 19 dicembre, poco prima della pausa natalizia. L’assessore ricorda l’euforia e il clima festivo. Gli hanno messo una bottiglia in mano mentre si dirigeva in Aula per prendere parte al Consiglio provinciale.

Di champagne?

“Magari! Era un misero spumantino. Conosco bene quel dirigente: figuriamoci se porta lo champagne. Però io posso anche sbagliarmi, sa? Non sono un intenditore, di solito bevo acqua minerale. È per quello che non ho molta dimestichezza coi tappi di sughero”.

Cassago racconta che a puntare le bottiglie erano in tre:

“Sa… c’erano 30 persone, una bottiglia non bastava mica per tutti. Però uno dei tre lo scagionerei, perché era in una posizione da cui era tecnicamente impossibile colpire il quadro. L’altro stappatore… boh? Non saprei… In ogni caso, colpevole o complice, mi sono preso tutta la responsabilità io e ho mandato avanti le carte per l’assicurazione…”.

Secondo lei l’assicurazione dovrebbe pagare il danno del suo spumantino?  

“Ho detto agli uffici di provarci. Abbiamo fatto denuncia, aspettiamo la risposta”

Ma in fondo, dopo aver appurato che il danno è poca roba,  si è detto pronto a pagare di tasca propria:

“Non è un quadro di gran valore, ma è pur sempre del Settecento. E ripararlo non è una spesa da poco: il danno potrebbe arrivare anche a un migliaio di euro. Ma sono pronto a tirarli fuori tutti, di tasca mia. Sarà uno dei miei ultimi atti da assessore, visto che tra un po’ finiremo il mandato”.

Occhio al brindisi d’addio, scherza Bresolin in chiusura. E lui incassa

“No, no: questa volta la bottiglia la apre qualcun altro…”.