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Roberto Fico (M5S): “Vespa e Fazio artisti? Allora non possono ospitare politici in campagna elettorale”

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Roberto Fico (M5S): “Bruno Vespa artista? No politici in campagna elettorale a Porta a Porta”

ROMA – Roberto Fico (M5S): “Vespa e Fazio artisti? Allora non possono ospitare politici in campagna elettorale”. Una campagna elettorale senza Porta a Porta? Politici esclusi dalla passerella dei weekend di Fabio Pazio a Che tempo che fa? E’ difficile immaginarlo, considerando che le contese degli ultimi sedici anni hanno visto alcuni dei momenti topici verificarsi proprio nel salotto di Bruno Vespa: dal contratto con gli italiani di Silvio Berlusconi nel 2001 al duello tra il Cavaliere e Romano Prodi nel 2006, fino all’ospitata di Beppe Grillo per le europee di tre anni fa.

A valutare l’ipotesi molto seriamente è Roberto Fico, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione di Vigilanza, che vuole escludere dallo scontro per le politiche del prossimo anno non solo la ‘quarta camera dello stato’, ma, a quanto pare, anche un altro programma centrale di Rai1 come Che tempo che fa di Fabio Fazio.

“Quando faremo la delibera sulla par condicio proporrò che chi ha avuto la deroga al tetto ai compensi, perché ha un contratto da artista, non possa essere ricondotto sotto testata. Mi sembra il minimo sindacale – spiega il deputato -. C’è un conduttore che per aggirare la deroga al tetto ai compensi ha un contratto da artista pur essendo giornalista e dall’altra parte ci sono tantissimi giornalisti senza un contratto da giornalista in Rai. Questo è un paradosso, non possiamo prendere in giro gli italiani”.

Le regole della campagna elettorale per la tv pubblica vengono definite dalla Commissione di Vigilanza con la delibera sulla par condicio e, secondo quanto normalmente previsto, per poter ospitare i politici nella fase prima delle elezioni i programmi delle reti devono essere ricondotti sotto la responsabilità di una testata giornalistica. “Non so se la proposta del presidente Fico sarà approvata o no – replica Vespa all’ANSA -. Ma visto che ho lo stesso contratto dal 2001, temo che debbano essere annullate le elezioni degli ultimi 16 anni perché inquinate dalla presenza ‘artistica’ di Porta a porta in tutte le campagne elettorali”.

Insomma, la battaglia è appena cominciata. Che la posizione di Fico non sia estemporanea, ma condivisa nel Movimento, lo dimostrano le parole di Dalila Nesci che poco prima del collega, nel corso dell’audizione del direttore del Tg1 Andrea Montanari in Vigilanza, aveva detto che la stupirebbe un’inclusione di Porta a Porta tra i programmi coinvolti nella campagna elettorale. “Non sono le elezioni a essere state inquinate dalla presenza di Vespa – sostiene quest’ultima -. E’ stata l’informazione italiana a essere penalizzata da Porta a Porta”.

Vespa ha recentemente ottenuto un rinnovo biennale del suo contratto per 1 milione 260 mila euro all’anno (con un taglio del 30% rispetto al precedente contratto), al di sopra della soglia dei 240 mila euro prevista per i dipendenti della tv pubblica, grazie alla deroga concessa agli artisti. Off limits, se la proposta di Fico passasse, potrebbe essere anche il salotto, molto frequentato nelle ultime campagne elettorali, di Fabio Fazio, altro conduttore con un compenso sopra il tetto (circa 2,8 milioni l’anno). Un black out per i principali programmi serali della prima rete che cambierebbe non poco la fisionomia del campo da gioco, ma che per verificarsi deve trovare consensi tra i parlamentari del Pd e di Forza Italia in Vigilanza e non solo.

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