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Roberto Fico attacca i tg Rai su Boschi-Etruria. Ma il presidente della Vigilanza è lui

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Roberto Fico contro i tg Rai per come hanno trattato il caso Boschi/Etruria

ROMA – Roberto Fico si lamenta dei tg della Rai per come hanno trattato la vicenda Banca Etruria. Ma il presidente della Commissione di Vigilanza è lui, quindi potrà sicuramente condurre le opportune indagini, se lo riterrà necessario: “Considero molto grave il modo in cui i tg del servizio pubblico hanno raccontato ieri la vicenda di Bancopoli a seguito dell’audizione dell’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni, in commissione d’inchiesta sulle banche”.

Fisco ha scritto un lungo post sul blog di MoVimento 5 Stelle: “Quello che succede in queste ore in Rai è particolarmente grave – scrive Fico – perché mette in chiaro che il Servizio pubblico radio-televisivo è sotto scacco della forza politica che ha indicato il direttore generale. Lo stesso dg che poi ha indicato o confermato i direttori dei telegiornali e i conduttori dei programmi televisivi. I punti critici di questa situazione erano stati sottolineati dal MoVimento 5 Stelle diversi mesi fa, in particolare quando la legge Gasparri era stata soppiantata da una Gasparri-bis, questa volta a marchio Pd”.

“Il Tg1 – entra nel dettaglio Fico – ha preferito dedicare più spazio a un albero e relegare a una manciata di secondi il punto di vista delle opposizioni sull’operato di Maria Elena Boschi, mentre gli attacchi di Berlusconi al Movimento 5 Stelle hanno ricevuto titoli ad hoc e un intero servizio, senza repliche. Il Tg2, invece, ha parlato di Marco Carrai come di un “imprenditore” qualunque senza citare il suo legame con Renzi e Boschi, chiudendo l’unico servizio politico con un attacco di Berlusconi al Movimento 5 Stelle, anche qui senza alcuna replica. Eppure ieri Luigi Di Maio aveva attaccato proprio il centrodestra per la copertura politica fornita a Maria Elena Boschi quando non ne votò in Parlamento la sfiducia. Infine il Tg3 non ha accennato alle critiche delle altre forze di opposizione su Bancopoli. Peraltro, tutti i quotidiani oggi dedicano le prime pagine alle notizie su cui molti tg ieri hanno sorvolato”.

Per Fico “quanto accaduto è ancor più grave dal momento che mancano pochi giorni all’avvio ufficiale della cosiddetta par condicio, ma in realtà già ci troviamo nella delicata fase di pre-campagna elettorale. Le pressioni da parte di esponenti del Partito democratico sono spesso anche palesi, con inviti intimidatori a correggere il tiro oppure a invitare un ospite al posto di un altro Il timore è che l’attuale direttore generale della Rai stia tutelando quella maggioranza che lo ha scelto come figura chiave di Viale Mazzini. Il suo rischia di essere un ruolo da commissario politico. In questo contesto ricordiamo sempre il leader del centrodestra possiede ben quattro reti televisive. Questo non è un contesto da Paese democratico, bensì da Repubblica commissariata. Il pericolo per il regolare svolgimento delle prossime elezioni è questo, mentre alcuni commentatori credono il problema siano le fake news di una manciata di pagine Facebook da qualche migliaia di like. I telegiornali sotto controllo di Renzi e Berlusconi raggiungono invece ogni sera quasi venti milioni di persone. E’ esattamente per questo motivo che il MoVimento 5 Stelle al governo cambierà la legge sul conflitto d’interessi e quella sulla governance della Rai. L’Italia deve essere un Paese dove il pluralismo è un elemento fondante della vita di ogni giorno, non un principio astratto”.

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