Formigoni prova la resistenza e avverte la Lega: “Rimpasto o crolla il Nord”

Pubblicato il 11 Ottobre 2012 10:34 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2012 10:34
Roberto Formigoni (Foto Lapresse)

MILANO – Se la Lega non tornerà su posizioni più morbide si azzera la giunta o si va a elezioni. E’ l’ultimatum che Roberto Formigoni ha dato all’alleato in una partita tutta interna a Pdl e Lega. Il senso del messaggio è: se io cado, voi venite a fondo con me. E se voi mi fate cadere, cadranno anche Veneto e Piemonte come effetto domino. Prova la resistenza a oltranza Formigoni, assediato dalle inchieste giudiziarie (mercoledì è stato arrestato l’assessore alla Casa Zambetti, Pdl), in virtù del patto elettorale stretto con i leghisti.  ”Mi sono sentito con il presidente Berlusconi e con il segretario Alfano, che hanno confermato la linea del Pdl: se cade la Lombardia un secondo dopo cadono Veneto e Piemonte”. Sì perché il partito di Maroni minaccia di ritirare l’appoggio a Formigoni e lui ha ritirato le deleghe a tutti gli assessori leghisti.

E ora Formigoni, quando parla di alleanza con la Lega, specifica sempre “in Lombardia, Veneto e Piemonte”. Perché le tre regioni sono legate l’una all’altra, come conferma lo stesso Alfano che invita il governatore ad azzerare la giunta e procedere con un rimpasto: ”Non è una minaccia ma un patto politico. In Veneto non ricandidammo Galan uscente e vincente per rispettare un accordo con la Lega Nord. Ma lavoriamo perché non cada la Lombardia. Noi crediamo che Formigoni debba fare un gesto forte, molto forte. Crediamo davvero che il presidente Formigoni dirà e farà cose talmente forti per rimettere in marcia la Regione Lombardia. E’ qualcosa di più di una presa di dstanza da Zambetti. Penso che debba azzerare tutto e debba ricominciare”.

La risposta di Matteo Salvini, segretario della Lega Lombarda, non lascia ben sperare: ”Fossi Formigoni mi occuperei solo della nostra Lombardia, penso che Veneto e Piemonte possono e vogliono gestirsi da soli, senza ‘padrini”’.