Roberto Salvini su Facebook: Gasare musulmani nelle moschee

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Novembre 2015 16:18 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2015 16:18
Roberto Salvini su Facebook: Gasare musulmani nelle moschee

Roberto Salvini su Facebook: Gasare musulmani nelle moschee

ROMA – “Chiudere le moschee con dentro tutti i musulmani”, scrive un utente su Facebook. “E la bacinella dello zolfo accesa”, scrive un altro utente. Solo che questo secondo utente si chiama Roberto Salvini, consigliere regionale della Toscana eletto nelle fila della Lega Nord (il cognome non mente). Ovviamente la sua sortita ha scatenato la protesta degli esponenti politici locali.

Della vicenda parla Francesco Loi sul Tirreno:

«Capite cosa si augura Salvini che accada ai musulmani nelle moschee? Parole e sghignazzate che io, Leonardo Marras e l’intero Pd riteniamo inaccettabili, un comportamento inammissibile per chi ricopre un ruolo istituzionale», sbotta Antonio Mazzeo, pisano, a sua volta consigliere regionale (dem) e vicesegretario del partito toscano.

Post e risposta girano sul web. Salvini, di fronte alle polemiche, ribatte: «Era una battuta, solo una battuta. Il Pd vuole strumentalizzarla, e non va bene». Una replica che non può essere sufficiente. Si deve ragionare se non altro sull’opportunità. Il consigliere della Lega Nord allora precisa: «Guardate, con la mia frase volevo semplicemente prendere in giro quel post, metterlo in ridicolo, e ho fatto ricorso ad una battuta. E’ chiaro che la questione deve essere affrontata seriamente».

Chi lo conosce bene, dice che la battuta pronta è una parte essenziale del carattere di Salvini. Originario di Pontedera, 68 anni, è un ex agente di commercio. Alle elezioni regionali ha fatto il pieno di voti: quasi 5.500. In campagna elettorale lo stesso Salvini (Roberto) aveva ammesso che quando si decise di mettere il nome Salvini (Matteo) sotto il simbolo della Lega Nord, la scelta gli aveva fatto molto piacere tanto da spingerlo ad esclamare: «Di sicuro vinco io a Pisa». E proprio Matteo in una sua visita a Pisa gli disse: «Sei fortunato a chiamarti come me».