Saviano a “Otto e mezzo”: “Partito della legalità? Io cerco di parlare a tutti”

Pubblicato il 15 Marzo 2011 21:04 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2011 21:04

Roberto Saviano

ROMA – “Non esiste il partito della legalità, viene prima di ogni divisione, ho sempre cercato di parlare a tutti”. E’ uno dei passaggi dell’intervento di Roberto Saviano, intervistato da Lilly Gruber a “Otto e mezzo” su La7.

Saviano al momento è in giro per l’Italia a presentare il suo “vieni via con me” ed ogni volta è un bagno di folla. Cosa si aspetta da lei questa gente, chiede la Gruber?

“Questo tour per me è miracoloso – risponde lo scrittore – è miracoloso incontrare la gente. Erano cinque anni che non andavo per librerie. Era da prima della scorta e allora c’erano quattro o cinque persone. La libreria è un luogo altro. La gente non viene per toccarti perché ti ha visto in televisione. Mi incoraggiano a resistere, a continuare”. “La libreria – incalza Saviano – è un luogo pericoloso, dove si approfondisce”.

Lo scrittore quindi chiarisce cosa intende quando afferma “vorrei che la lotta alla camorra diventasse una moda”: “Niente di effimero e di superficiale, vorrei che coinvolgesse tanta gente”.

La Gruber viene quindi alla questione Mondadori-Feltrinelli. “Io non ho mai mostrato nessuna ostilità verso la casa editrice. Però con la proprietà, con Marina Berlusconi c’è stata una contraddizione. Non ci siamo mai incontrati e non ci sono stati chiarimenti, anche perché io non l’ho mai attaccata direttamente”.

La Berlusconi si è arrabbiata per la dedica della sua laurea honoris causa ai pm di Milano, spiega la Gruber. “Sì” risponde asciutto Saviano che poi ricorda la prima discussione, risalente alla presa di posizione del presidente del Consiglio contro Gomorra, sostenuta anche da  Barbara Berlusconi.

“Sentir dire che chi racconta diffama il Paese – aggiunge Saviano – mi è sembrato un invito all’omertà”. “Sul piano contrattuale, conclude Saviano – con la Mondadori non ho obblighi. Io ho un vincolo di passione con gli editor che mi hanno seguito da quando ho 26 anni”.

Infine, da Saviano un attacco al Tg1, per la polemica su Benedetto Croce. “Come mai il Tg1 si occupa di una vicenda di un secolo fa? E’ una storia triste, una polemica sul nulla. Bastava chiedermi le fonti. La mia era un’intervista in un libro di Carlo del Balzo, mai smentita da Benedetto Croce”.