Rodotà contro Pd: “Ipocriti. Non sono di Beppe Grillo ma di tutti”

Pubblicato il 20 Aprile 2013 - 09:48 OLTRE 6 MESI FA

Stefano Rodotà (foto Ansa)

ROMA – Stefano Rodotà contro il Pd per un “silenzio” che definisce “inspiegabile” e contro tutti perché nega di essere una invenzione di Beppe Grillo:

“Non sono stato scelto da Beppe Grillo“,

ha detto Rodotà ad Annalisa Cuzzocrea, di Repubblica, che ha seguito il fiume di vanità emerso dalle parole di Rodotà tra la porta di casa a Roma e un treno. Ha detto ancora Rodotà:

“La mia candidatura girava in Rete da mesi, con sottoscrizioni, firme, appelli [identificare il web e gli italiani tutti con i suoi amici intellettuali come Barbara Spinelli, Sandra Bonsanti e Paolo Flores D’Arcais è un po’ spinta, ma si sa chela vanità acceca]Non è stata certo un’invenzione dei grillini. Nella loro consultazione on line, alcuni nomi sono venuti fuori più di altri perché erano già nel circuito. La mia candidatura non è stata un’invenzione o una forzatura. Non si può dire: “Se l’è inventato Grillo”.Girava, era stata molto appoggiata, e questo ha poi determinato la reazione della Rete che mi ha fatto arrivare tra i primi alle quirinarie”.

Non sembra molto dotato di senso dell’ironia il candidato a Presidente della Repubblica di Beppe Grillo, perché dalle sue parole manca qualsiasi riferimento alla credibilità delle Quirinarie: c’è chi dice che siano state taroccate di proposito, ma resta il fatto che lo stesso Beppe Grillo ha denunciato un intervento di hacker.

Altro sintomo di un eccesso di vanità ancor prima di essere, se lo sarà, eletto, è nel fatto che parla di sé in terza persona, proprio come Berlusconi:

“Ho letto oggi che ci sono vertici del Partito democratico irritati con Rodotà perché non avrebbe mai detto che la sua candidatura non era di parte. Ma se c’è stato qualcosa cui hanno tenuto molto i parlamentari del Movimento 5 Stelle in questi giorni, proprio dire che la mia non era una scelta interna, che non apparteneva alla loro parte politica. E’ aperta a tutti, lo hanno spiegato più volte e molto bene. Per questo non l’ho sottolineato”.

Contraddicendosi un po’ sul punto della sua imparzialità, Rodotà però informa anche che, prima di diffondere una dichiarazione ha

“condiviso con Grillo e i capigruppo – perché conosco le logiche del Movimento 5 stelle. Non ci sono seconde interpretazioni”.

Però, racconta Annalisa Cuzzocrea, prima di uscire di casa per prendere il treno,

“ha  incontrato i capigruppo del Movimento 5 stelle Vito Crimi e Roberta Lombardi. Ha appena parlato al telefono con il loro capo politico, Beppe Grillo, dicendogli che lui c’è. Non ritira la sua candidatura, ma non intende ostacolare altre soluzioni”.

Questo, spiega Rodotà, dipende dal fatto che

” sono rispettoso di chi ha fatto su di me un investimento politico significativo”.

E poi giù contro il Pd:

 “Ho letto dichiarazioni ipocrite da parte del Pd. Non hanno mai parlato con me della mia candidatura. Eppure, il mio numero ce l’hanno”.

Alla domanda di Annalisa Cuzzocrea:

“Il Pd non ha finora preso in considerazione l’idea di convergere sul suo nome. Nell’assemblea al teatro Capranica hanno parlato di una candidatura divisiva, inadeguata. Cosa ne pensa?”

Rodotà risponde:

“Se c’è stato qualcosa cui hanno tenuto molto i parlamentari del Movimento 5 stelle in questi giorni, è proprio dire che la mia non era una scelta interna, che non apparteneva alla loro parte politica. È aperta a tutti, lo hanno spiegato più volte e molto bene. Per questo non l’ho sottolineato”.

Incalza la Cuzzocrea perfida:

“Parliamo di un partito cui è vicino, con il quale ha condiviso alcune battaglie, che ha tra i suoi antenati il Pds, di cui era presidente. Cosa ha pensato?”

e Rodotà sbotta:

“Leggendo queste cose che trasudano un po’ ipocrisia la mia reazione è questa: ma come? Io sono un signore che loro conoscono molto bene da alcuni anni. Esistono molti strumenti oggi per tenersi in contatto: telefono, sms, e mail. Se volevano un chiarimento, perché non li hanno usati?”.

 

 

 

 

 

 

Possibile che in tutti questi giorni non l’abbia chiamata nessuno del Pd? Che non abbiano voluto sondare le sue intenzioni? «Nessuno. Perciò mi sono irritato. Perché vedo in questa vicenda una grande ipocrisia. Io ho lavorato tanti anni con quelle persone. Quando ha fatto loro comodo, il telefono è stato molto utilizzato».