Roma 2020, la delusione delle imprese: “Addio a +3.8% di Pil per la capitale”

Pubblicato il 16 Febbraio 2012 0:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2012 21:24

ROMA, 15 FEB – Dire che hanno accusato il colpo e' un eufemismo. All'indomani del no di Monti a Roma 2020, i commenti del mondo imprenditoriale romano sono decalogo di espressioni oscure, come ''occasione mancata'', ''scelta pesantissima'', ''declino'' e ''crisi''.

La scelta del Governo tecnico? L'hanno vissuta ''malissimo – spiega il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Cremonesi – Con queste Olimpiadi si prevedevano, tra investimenti e indotto, svariati miliardi di crescita del Pil su territorio di Roma, del Lazio e non solo, nuova occupazione, infrastrutture materiali e immateriale che si sono volatilizzate''.

Tra i piu' delusi i costruttori che vedevano nei giochi olimpici un aiuto importante per aiutare il settore a ''risollevarsi dalla crisi''. ''Secondo recenti studi il Pil di Roma con le Olimpiadi sarebbe aumentato di 3,8 punti percentuali nell'arco di 4-6 anni, quello italiano di quasi 2 punti. Gli effetti negativi di questa decisione sono elevatissimi – sostiene il numero uno dell'Acer Eugenio Batelli -. I giochi erano anche l'occasione per risolvere le grandi carenze della mobilita' capitolina e di tutto il sistema infrastrutturale, opere che ora rischiano di rimanere al palo, congelate''.

Tra i progetti principali del dossier Roma 2020, figuravano il prolungamento della metro A da Anagnina a Tor Vergata, il Parco Fluviale del Tevere e gli interventi sulla rete ferroviaria periferica (potenziamento tratta Aeroporto Fiumicino-Roma; chiusura dell'anello ferroviario; adeguamento rete Roma Nord). Infrastrutture previste a prescindere dalla candidatura, ma che dalla candidatura avrebbero attinto risorse economiche e che ora rischiano di trovarsi a corto di finanziamenti. Mentre le opere di grande viabilita' previste nelle zone di Tor di Quinto, della Via Flaminia e l'ammodernamento del quadrante di Roma Nord, strettamente legate alla candidatura, non si faranno proprio. O almeno non per ora.

Amarezza anche nel mondo del commercio. ''Si e' deciso direttamente di non partecipare – commenta il presidente della Confcommercio Roma Giuseppe Roscioli -, non certo una bella notizia per tutti quegli imprenditori che avevano legato al sogno olimpico una grande possibilita' di sviluppo. Ora ci auguriamo che a questa decisione del Governo seguano ugualmente politiche in grado di far crescere e competere al meglio le imprese, altrimenti si rischia di non uscire piu' dal tunnel della crisi''.