Roma. Pedica replica sulla tassa ai cortei di Alemanno: “Tassiamo anche l’antrata in chiesa?”

Pubblicato il 16 agosto 2010 14:23 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2010 14:44

”Quella di Alemanno non è una boutade dettata dal caldo d’agosto ma rientra nella strategia del centro destra guidato da Berlusconi, che da 15 anni spara provocatorie proposte liberticide al solo scopo di farle entrare nella dialettica politica e poi applicarle davvero. Per questo non ci fa sorridere l’ultima trovata del sindaco di Roma ma ci inquieta profondamente”. E’ quanto afferma il senatore e segretario Idv Lazio Stefano Pedica.

”Tassare le manifestazioni significa tassare i diritti individuali che la Costituzione garantisce – prosegue – Allora, dopo questa provocazione, visto che Roma è capitale non solo politica ma religiosa e visto che ci sono più messe che manifestazioni all’anno, perché Alemanno non introduce anche una tassa sull’ingresso nelle chiese? Così avrà trovato modo di far profitto non solo dall’articolo 17, che tutela la libertà di manifestare, ma anche dall’articolo 19, che tutela la liberà’ di culto.

Son sicuro però – continua Pedica – che in questo caso il ‘sindaco delle tasse’ troverebbe una fiera e legittima opposizione nella Chiesa, sicuramente più ferma nel difendere la libertà religiosa di quanto siano i sindacati sul diritto di manifestare, visto che dalla Uil sono arrivate pericolose aperture alla tassa di Alemanno. Tutto questo – conclude il senatore Idv – potrebbe essere ridicolo se non fosse lo specchio reale di una amministrazione capitolina che preleva tasse altissime ai cittadini ma non offre adeguati servizi pubblici”.