Roma, il caso della bobina di nichel come garanzia da 55 mln. Non valeva niente, imbarazzo al Campidoglio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2019 14:33 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2019 14:33
Roma, il caso della bobina di nichel come garanzia da 55 mln. Non valeva niente, imbarazzo al Campidoglio

Roma, il caso della bobina di nichel come garanzia da 55 mln. Non valeva niente, imbarazzo al Campidoglio

ROMA – La barretta di nichel che nel 2011 venne ceduta al Comune di Roma quale garanzia di pagamento di un vecchio debito inizialmente fissato a 55 milioni di euro, finisce in tribunale. Il Campidoglio infatti chiederà i danni: si è scoperto infatti che quella bobina di nichel, il cui valore è stato iscritto per anni nel bilancio comunale, in realtà vale al massimo 40mila euro. 

Segnala Il Messaggero, autore dello scoop, che “adesso Palazzo Senatorio – che ha stralciato la cifra dal bilancio 2019, anche dopo il richiamo dei revisori dei conti dell’Oref – sta percorrendo «ogni iniziativa possibile» per recuperare il credito dal debitore. Ma la Corte dei conti, dall’altro lato, ha aperto un fascicolo sui soldi spesi in tutti questi anni da Roma Capitale per far sorvegliare un tesoretto che, in realtà, vale poco o nulla”.

A questo proposito, il Campidoglio rende noto che “in merito a notizie di stampa relative alla mancata alienazione di alcune bobine di nichel in possesso del Campidoglio, “si precisa che l’attuale amministrazione aveva già provveduto a eliminare dalle voci di bilancio le entrate potenzialmente derivanti da tale vendita, che non risultano dunque iscritte nel Bilancio di previsione 2019-2021 di Roma Capitale”.  Precedentemente era stata prevista in entrata una cifra di circa 38 milioni di euro, progressivamente sostituita da altre fonti di finanziamento.

Non sono dunque evocabili “falle” nei conti del Campidoglio e nessuna spesa è stata effettuata con somme derivanti dall’alienazione di nichel, semplicemente perché quella alienazione non si e’ realizzata. L’Amministrazione Capitolina può infatti finanziare le spese solo con risorse certe e disponibili, in base ai principi più elementari della contabilita’ pubblica che vengono rigorosamente rispettati.